giovedì 31 maggio 2018

"Sull'Europa ha le stesse idee di Savona" Ecco chi è Giovanni Tria, nuovo Ministro al MEF



Da preside della facoltà di economia dell'università romana Tor Vergata a via XX settembre, il professor Tria è a capo anche della Scuola nazionale dell'amministrazione



Giovanni Tria non è Paolo Savona ma gli dà ragione su euro e Unione europea. "Due eminenti economisti con i quali peraltro concordo in pieno", scrive il nuovo ministro dell'Economia e delle Finanze in un articolo su Formiche.net del 14 maggio 2018, dove gli economisti in questione sono Giorgio La Malfa e Paolo Savona.

L'affermazione di Savona e La Malfa con cui Tria si trova d'accordo è la seguente: "il governo italiano dovrebbe reagire (a chi sostiene l’ineluttabilità dell’uscita dell’Italia dall’euro), sostenendo che è la Germania che dovrebbe uscire dall’euro perché il suo surplus della bilancia commerciale non è compatibile con il regime di cambi fissi che vige nell’eurozona, o perlomeno accettare un passaggio ad un regime di cambi fissi aggiustabili". Un’analisi economica seria,e non una battuta di politici anti-euro, dice Tria riferendosi alle posizioni dei colleghi.


Sempre sul tema Unione europea, in un contributo firmato insieme a Renato Brunetta, su Il Sole 24 Ore, Tria individua nel surplus dell'economia tedesca un fallimento nel processo di convergenza economica fra i vari Paesi dell'area euro. Di fallimenti dell'unione monetaria Tria e Brunetta ne elencano tre. E precisano che a questi "naturalmente si affiancano successi importanti, che tuttavia non annullano i primi".

"Destra e sinistra hanno fatto un po’ il loro tempo anche in politica fiscale. La crescita sia la stella polare delle tasse", titola Giovanni Tria in un articolo pubblicato su Il Foglio nel novembre 2015, in cui il nuovo ministro dell'Economia e delle Finanze analizza, senza prendere posizione, le politiche italiane su spesa e imposte. "Se veniamo all’Italia, ha prevalso sempre, anche se in varia misura, il primo schema, quello cosiddetto progressista, al di là del segno politico dei governi", scrive Tria, "Il risultato è stato l’espandersi di spesa e pressione fiscale".

Ora potrebbe toccare a lui mettere mano ai conti pubblici. Non dalle colonne dei giornali, ma direttamente da via XX settembre. Il suo è un curriculum vitae di tre pagine, con l'ultima esperienza in corso come preside della facoltà di Economia dell'università di Roma Tor Vergata. Tria è professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, centro della sua carriera accademica.

Nato a Roma nel 1948, è laureato in Giurisprudenza al primo ateneo di Roma, La Sapienza nel 1971. Fra le esperienze professionali, annovera quella di co-direttore del Master in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale, dell'università di "Tor Vergata", quella di Direttore del Ceis, Center in Economics and International Studies, membro dell'"Oecd Innovation strategy expert advisory group" e Vice Chair del "Committee for Information, Computer and Communication Policy (ICCP)". Parte del Consiglio di Amministrazione dell'Oil, Organizzazione internazionale del Lavoro e presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione, l'ex scuola superiore della Pubblica amministrazione.

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