lunedì 18 giugno 2018

Conte all'Europa: "In Italia troppa povertà, faremo Reddito di Cittadinanza"


GUARDA IL VIDEO:



Berlino, 18 giugno 2018
"Nel prossimo consiglio europeo, in sede di discussione del quadro finanziario pluriennale, l'Italia fara' pesare la sua voce per orientare i fondi europei verso misure di sostegno alla inclusione sociale". Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel corso di un incontro con la stampa a Berlino insieme alla Cancelliera Angela Merkel / Courtesy Governo.it

Di Pietro: "Il M5S? Sono 'figli miei'. Gli auguro il meglio"


GUARDA IL VIDEO:


Clamoroso! Ecco il video che prova il sabotaggio nei riguardi della Raggi


GUARDA IL VIDEO:




Gira in rete il video che mostra un’automobile che porta in giro per la città un grosso sacco nero della spazzatura, appeso al finestrino, e viene abbandonato per strada.

Il video lo ha girato una cittadina a Roma ed è stato rilanciato su Facebook da Virginia Raggi, la quale ha ringraziato la sua concittadina per aver “denunciato un gesto al quale purtroppo assistiamo troppo spesso”.

“Un gesto di vigliaccheria e inciviltà – ha scritto la sindaca della capitale – che offende la maggioranza dei romani”.

“Quel sacco che vedete – ha raccontato – viene portato via da un quartiere dove c’è la raccolta ‘porta a porta’ e depositato in un altro quartiere dove il ‘porta a porta’ deve ancora partire”.

“Qualcuno, invece di fare il proprio dovere, ha ‘regalato’ la propria spazzatura agli altri. Magari è uno delle decina di migliaia di scrocconi che abbiamo scoperto in città: persone che non hanno mai pagato la tassa dei rifiuti e hanno vissuto sulle spalle degli altri,” ha commentato Raggi, che ha assicurato: “Per loro è finita”.

“Abbiamo scoperto gli ‘scrocconi’ – ha proseguito – e stiamo multando gli ‘incivili’ come questa persona. Siamo risaliti al proprietario della macchina e lo abbiamo fatto convocare dalla polizia per dare spiegazioni”.

“Una cosa è certa – ha aggiunto – chi ha sbagliato pagherà una multa salatissima”.

Secondo l’esponente pentastellati gli “atteggiamenti come questo che bloccano la rivoluzione che stiamo mettendo in atto per arrivare ad un’economia circolare dove i rifiuti sono una ricchezza, dove chi differenzia di più paga meno tasse”.

E ha concluso: “Vogliamo una Roma moderna ed ecocompatibile con un modello intelligente e tracciabile di differenziata dei materiali post consumo. Noi andiamo avanti e invito tutti i cittadini a darci una mano nel segnalare comportamenti incivili come questo. Noi ci siamo”.

Merkel convinta da Conte! La strategia del Governo contro Macron si è rivelata vincente su tutta la linea



Orientare i fondi europei per finanziare le misure di sostegno all’inclusione sociale, compreso il reddito di cittadinanza. È quanto il premier Giuseppe Conteha detto alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha incontrato oggi, lunedì 18 giugno, a Berlino. Cioè: parte dei soldi per il reddito di cittadinanza arriveranno direttamente dall’Europa.



Ma è indubbio che, visto quanto successo negli ultimi giorni, il tema centrale della discussione tra i due capi di governo sia stato l’immigrazione. In Germaniala Merkel è sotto pressione perché il suo ministro dell’Interno Seehofer ha minacciato di far venire meno il sostegno del suo partito, la bavarese Csu, alla Cdu, se i controlli alle frontiere meridionali tedesche non verranno sensibilmente rinforzati, con la possibilità di respingere i non aventi diritto all’ingresso in Germania.

E Conte, da parte sua, s’è fatto portavoce della linea dura adottata dal suo ministro dell’Interno Matteo Salvini nel canale di Sicilia. La Merkel non ha potuto fare altro che mollare la presa, riconoscendo che “l’Italia accoglie un gran numero di migranti e non può essere lasciata sola”. La cancelliera, ottemperando anche alla richiesta di Seehofer, ha anche aggiunto che “o in due settimane arriveranno dall’Europa soluzioni concrete (il 28 si tiene il Consiglio europei, ndr), o daremo il via ai respingimenti lungo le frontiere”.
Conte e Merkel hanno convenuto che “la revisione del Trattato di Dublino è superata, servono soluzioni e sistemi nuovi per affrontare l’emergenza”. La Merkel ha, tra le altre cose, proposto il rafforzamento di Frontex nel tratto di mate che separa Africa e Italia.


"Di Maio caccierà gli schiavisti dall'Italia". La notizia bomba che i lavoratori italiani aspettano da anni



Luigi Di Maio sta scrivendo nuove regole per arginare le nuove schiavitù fiorite in anni di governo di centrosinistra. Tra i nuovi schiavi spiccano i rider, quelli che consegnano cibo a domicilio in bicicletta anche quando grandina e lo fanno per pochi euro  rischiando l’osso del collo nel traffico e



 lo fanno sprintando per rispettare i tempi indemoniati dettati da qualche App che li martella dal loro i-Phone. Per Foodora e per tanti altri nuovi “datori di lavoro digitali”, i rider non sono veri lavoratori, ma sarebbero persone che prestano dei servizi ogni tanto, quando e quanto vogliono, così, tanto per arrotondare o per permettersi qualche sfizio extra. Persone quindi che non essendo dei veri lavoratori, dei veri dipendenti, non sono degni di diritti e protezione. Finti lavoratori che farebbero un finto lavoro. Una ipocrisia indegna e che va svergognata prima che contagi oltremodo anche il nostro paese. Nascondendosi dietro alla immaterialità della rete, molte società hanno reintrodotto lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e lo hanno fatto senza nemmeno metterci la faccia perché tutto avviene tramite chat a chilometri di distanza, tutto avviene tramite qualche interfaccia inanimata che gestisce i rapporti in queste nuove multinazionali digitali. In Italia è scoppiato il caso della consegna di cibo a domicilio ma in molti paesi sono già arrivati anche a tante altre professioni e settori. Dietro a queste multinazionali del web, c’è l’idea inaccettabile che in nome del profitto, in nome della crescita economica, tutto sia permesso, anche lo sfruttamento delle persone. E c’è l’idea che – come già avviene in molti paesi tra cui gli Stati Uniti – per vivere non basti più un lavoro, ma ce ne vogliono due o tre. Tutti finti lavori malpagati e senza diritti che messi insieme ne fanno a malapena uno. Questa idea in Italia non deve passare, Luigi Di Maio ha l’occasione per bloccare questa deriva e fare scuola in Europa. Una deriva accelerata dal governo Renzi col suo Job Act e coi suoi brindisi coi maestri del ramo come il fondatore di Amazon e compagnia bella. Il dovere della politica è proteggere i cittadini, sono loro la sorgente e la fonte della buona politica. E come tale, la buona politica deve impedire le nuove schiavitù, deve vietare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Tutto il resto viene dopo. Tutto il resto deve venir dopo. Anche il danaro, anche il profitto, anche i grafici degli economisti. La qualità della vita non si misura con qualche punto di Pil, anzi, spesso le due cose cozzano. L’amministratore delegato di Foodora minaccia Di Maio dicendo che se cambiano le regole, il suo business non conviene più e la sua ditta se ne andrà dall’Italia. E chissenefrega! Che se ne vada pure! Non abbiamo certo bisogno di una ditta tedesca come Foodora per consegnare pizze nelle nostre case, lo possiamo fare benissimo da soli e senza bisogno di calpestare la dignità di nessuno. E non abbiamo bisogno nemmeno delle altre fantomatiche società di Food Delivery provenienti da chissà dove e di tutte quelle società che si nascondono dietro a internet per poter sfruttare i lavoratori o non pagare le tasse o non rispettare le regole nazionali come già testimoniato da svariate sentenze europee. Internet è stato usato da aziende di ogni tipo come scusa per violare diritti e leggi ovunque negli ultimi anni. Aziende che hanno sfruttato i vuoti normativi dovuti alla novità del loro business. La loro sadica festa deve finire. Se garantire ai rider un lavoro dignitoso vuol dire far fallire Foodora, peggio per lei. Altre società prenderanno il suo posto. E anche se tutto il mercato italiano del food delivery dovesse saltare, non è affatto un problema, se ne creerà subito uno nuovo in cui altre aziende opereranno rispettando i lavoratori. La competizione esasperata al ribasso, per cui in nome del profitto i lavoratori diventano meri numeri da monitorare e meri costi da ridurre al minimo, è devastante sia per la vita dei lavoratori sia per una società nel suo complesso. Su questo Di Maio è stato chiaro e deve mantenere il punto. Le nuove schiavitù stanno devastando la nostra società perché impediscono ai nuovi schiavi di farsi una vita lontano dalle catene e dalla frusta. Pagati da fame, senza diritti, costantemente sotto pressione, intere generazioni stanno invecchiando schiave rimanendo incastrate in una bieca vita di sussistenza senza nemmeno poter farsi una famiglia o partecipare alla propria comunità. La formazione delle nuove schiavitù è stata favorita dalla crisi economica perché la politica si è inginocchiata davanti ai ricchi pur di uscirne. Governanti come Renzi, pur di invertire qualche dato e grafico economico e correre così in televisione a vantarsi, hanno svenduto i residui diritti dei lavoratori. Una strategia fallimentare e che ha solo esasperato le disuguaglianze ed ha creato zone d’ombra in cui in nome del profitto ad ogni costo sono emerse le nuove schiavitù. Ora tocca a Luigi invertire la rotta.

Tommaso Merlo

Lo straordinario annuncio di Barbara Lezzi, Ministro del Sud: "Sgravi e assunzioni al Sud non solo per i giovani"



Ci saranno sgravi e assunzioni al Sud. E non solo per i giovani.



Lo ha detto Barbara Lezzi in una intervista a Il Mattino.

Il Ministro del Mezzogiorno, rispondendo alla domanda se occuparsi del Meridione è una sfida tutta in salita, ha risposto:

“Niente affatto. Quelle sei righe hanno un potenziale enorme perché parlano di misure omogenee per tutto il territorio nazionale. Ciò significa per il Sud poter colmare quel gap con il Nord cresciuto a dismisura negli ultimi 25 anni”.

“L’intenzione – ha aggiunto – è quella di fare del mio ministero un presidio per il Meridione: monitorerò l’azione del governo per fare in modo che le misure adottate assicurino al Sud le risposte di cui ha bisogno”.

Quanto alle dichiarazioni del ministro degli Affari regionali Stefani, secondo cui se saltano le autonomie del Nord salta il governo, Lezzi ha affermato:

“Sono affermazioni rispetto alle quali non replico: al di là di dichiarazioni estemporanee, fa fede il contratto. Lì non c’è scritto che il surplus fiscale debba essere trattenuto al Nord”:

“La Costituzione – ha spiegato – dice che tutte le regioni devono osservare il principio di solidarietà. E servirebbe la maggioranza qualificata degli aventi diritto di entrambe le Camere, per cambiare le cose”.

E ancora: “Le autonomie non possono diventare uno strumento per favorire alcune regioni a scapito di altre. Se qualcuno dovesse pensarlo, troverà davanti a sé una strada impervia”.

Sui fondi europei per la coesione, l’esponente pentastellata ha fatto sapere:

“La delega è ufficialmente arrivata l’altro ieri. È un peccato non aver sfruttato risorse tanto preziose: parliamo di fondi che sfiorano i 100 miliardi. Siamo in ritardo, ma facciamo in tempo a recuperare. Purché si cambi passo”.

Per affrontare la disoccupazione, la ministra intende “rilanciare gli sgravi contributivi Inps e Inail al 100% previsti dalla legge 407 del 1990 che il Pd ha abolito” ed “estendere i benefici ai disoccupati a prescindere dall’età”.

venerdì 15 giugno 2018

Trump elogia Conte: ‘Il nuovo presidente del Consiglio italiano è fantastico’



“Il nuovo presidente del Consiglio italiano è fantastico”.



Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Giuseppe Conte in una intervista a Fox News.

I due si sono incontrati per la prima volta al G7 in Canada, e commenta la sua linea politica sul tema Aquarius: “Sembra che essere duri sull’immigrazione ora paghi”. Una dichiarazione che ci si poteva aspettare dal presidente americano, che si è fatto conoscere tra gli americani per la sua linea politica di lotta all’immigrazione. Il magnate sta infatti ancora lavorando al suo progetto di costruire un muro di confine tra Usa e Messico per bloccare i migranti senza permesso di soggiorno. E continua ad accusare i democratici per la loro opposizione al Congresso Usa, attaccandoli di essere “molto deboli in tema di immigrazione”.

Oggi il presidente del Consiglio si è recato in Francia per discutere con Macron di varie tematiche presenti nelle agende politiche europee. Tra queste ovviamente il tema più delicato è proprio quello dell’immigrazione. È stata discussa l’istituzione di hotspot nei paesi africani d’origine per chiudere la rotta mediterranea e salvaguardare allo stesso tempo le vite dei migranti. Inoltre Conte si è fatto portavoce dell’Italia per una radicale riforma del regolamento di Dublino.

Il presidente francese condivide la visione del presidente del Consiglio italiano e alla conferenza stampa dichiara: “L’Ue è mancata su migranti e zona Euro. Servono riforme per affrontare le sfide. Vorrei poter aumentare la cooperazione perché le nostre politiche siano efficaci. I paesi si devono mettere d’accordo per decidere qualcosa”.

Lannutti: "Il PD non ha ancora capito che questo fango contro il M5S non gli servirà a nulla"



“Non hanno ancora capito (i) ventriloqui del Pd e del potere corrotto, che la macchina del fango contro il M5S sarà ancora una volta un boomerang?”.



Lo scrive su Facebook Elio Lannutti.

Il senatore del M5S è durissimo nei confronti della “stampa marcia” e dei “pennivendoli di regime”.

“Ieri in prima di Repubblica, – denuncia – Sergio Rizzo, sfegatato tifoso delle Olimpiadi di #Malagò, ha chiesto le dimissioni di Virginia Raggi, estranea ad ogni addebito o finanziamenti del ‘sistema Parnasi'”.

E spiega: “Dalle carte dell’inchiesta, emerge oggi che il sindaco di Milano Giuseppe #Sala, ha avuto 50.000 euro da Parnasi, che afferma: ‘Sala mi deve l’elezione’.”

“In prima di Repubblica, – aggiunge Lannutti – ancora fango contro il M5S, nessun accenno al Pd ed alle dimissioni di Sala, coinvolto nel ‘sistema Parnasi’ al contrario della sindaca di Roma Raggi”.

“Non hanno ancora capito ventriloqui del Pd e del potere corrotto, che la macchina del fango contro il M5S,sarà ancora una volta un boomerang?,” conclude il parlamentare pentastellato.

In un altro post pubblicato sempre sul social network, Lannutti ha condiviso un articolo del Fatto Quotidiano che riporta: “Stadio della Roma, la ‘lista’ di Parnasi: soldi a Forza Italia, Pd e Leu. ‘Domani vedo i Cinque Stelle, pago pure a loro'”

E ha commentato:

“Stadio della Roma, la ‘lista’ di Parnasi: soldi a Forza Italia, Pd e Leu. ‘Domani vedo i Cinque Stelle, pago pure a loro’. E’ poi così difficile estirpare la mala pianta della corruzione ? Credo di no. Basta non accettare soldi ed altre utilità, da chicchessia, come Adusbef ha fatto in circa 32 anni, tenendo al centro la stella polare della trasparenza e gestione francescana, che costa fatica e sudore, ma che alla fine non consente ad alcuno di tirarti per la giacchetta”.

Celentano difende la Raggi: ‘I vecchi partiti temono che faccia miracolo a Roma’

LINK SPONSORIZZATO

Anche Adriano Celentano difende la Raggi: la loro paura, scrive l’artista, sul suo blog è che la sindaca di Roma riesca a fare il “miracolo” nella capitale.
E questo sarebbe un duro colpo per l’establishment anti 5 Stelle.


Il cantante si dice preoccupato in quanto i partiti hanno “perso la strada” e si sfoga contro chi attacca la sindaca di Roma per i danni fatti dai suoi predecessori.
Scrive Celentano sul suo blog:
“Fra un po’ si andrà a votare e io sono preoccupato. I partiti hanno smarrito la strada. Non sanno dove prendere i voti. Le banche si fanno prestare i soldi dai piccoli risparmiatori e poi non glieli restituiscono più. Gli arrampicatori pretendono che Virginia Raggi, in quattro e quattr’otto, risollevi Roma dalle macerie prodotte dai governi precedenti. O forse, è proprio quello che temono: che sia lei, l’unica in grado di realizzare il miracolo. Fatto sta che il mondo politico è allo sbando, e forse qualche sbandamento l’ha avuto anche il capo della polizia visto che ha dichiarato che l’orribile delitto ai danni dell’oncologa rappresenta una vera e propria sconfitta per le ISTITUZIONI. La povera Ester viveva in uno stato di angoscia insostenibile, perseguitata da mesi giorno e notte, a niente sono servite le continue denunce alle forze dell’ordine sistematicamente archiviate perchè “PURTROPPO” la donna era ancora “viva”.
Ma ora che lei non c’è più, finalmente la polizia potrà muoversi senza alcun indugio in modo seriamente determinante. Mi domando se l’evidente sconquasso della politica non sia dovuto al fatto che i governi, una volta raggiunto il “potere sognato”, non pensino altro che alla loro vanagloria anzichè dare la priorità all’unica cosa davvero ESSENZIALE. La certezza della pena. A cosa serve la crescita, il posto assicurato se poi, finita la giornata lavorativa, esci e ti uccidono? E a cosa serve il posto di lavoro se poi gli stessi lavoratori (in tutti i settori) non eseguono con coscienza il loro lavoro? Non è l’articolo 18 che difende i lavoratori. Se mai è proprio il “18” a creare una vera e propria schiera di scellerati. Perchè i tanto vituperati padroni dovrebbero licenziare qualcuno se questo qualcuno fa il proprio dovere con coscienza? Non è vero che l’esempio viene dall’alto. L’esempio, quello vero, in grado di correggere anche quelli in alto, viene dal basso.”

Domanda su Aquarius? Mogherini riesce a farsi insultare da tutti i giornalisti: la protesta plateale mai accaduta prima d’ora



Queste immagini, pubblicate sulla pagina Facebook di Byoblu, risalgono al 13 giugno. Siamo nel corso di una conferenza stampa in Commissione europea, dove è presente anche l’Alto rappresentante, Federica Mogherini. Il giornalista David Carretta de Il Foglio, dunque, prova a farle una domanda sul caso Aquarius. Caso evidentemente scomodo, tanto che viene immediatamente interrotto dalla portavoce della Mogherini: “Mi scusi, le domande devono riguardare solo difesa e sicurezza”. A quel punto, Carretta reagisce: “Siamo giornalisti, siamo in una sala stampa. Ci sono regolamenti, accordi, noi siamo liberi di fare domande. Se non vuole rispondere, non risponde”.


GUARDA IL VIDEO:


I politici di Pd e di Forza Italia finiscono in galera, quelli del Movimento 5 Stelle sui giornali. È davvero uno schifo che deve finire



(Tommaso Merlo) – I politici di Pd e di Forza Italia finiscono in galera, quelli del Movimento 5 Stelle sui giornali. È davvero uno schifo che deve finire. La stampa sta gettando benzina sul fuoco e ben



 presto si arriverà allo scontro finale. Questa non è del resto informazione, questa è violenza politica perpetrata mezzo stampa. Questa è bieca diffamazione pubblica a fini politici. La Procura dichiara che il sindaco Raggi non c’entra nulla con la storiaccia dello stadio giallorosso, i giornali parlano di “sistema Raggi” e ne chiedono le dimissioni in prima pagina. In una democrazia sana queste porcherie non possono succedere. Non è giusto, non è sano e col tempo può anche diventare pericoloso. Il problema è molto più serio di quello che appare. La stampa italiana ha superato il limite della faziosità partitocratica, siamo arrivati alla sistematica e brutale manipolazione dei fatti a fini politici, siamo alle calunnie inventate a tavolino e svendute come notizie. Davvero uno schifo se si pensa anche al male che tale giornalismo criminale può causare alle sue vittime. Come siamo arrivati a questo punto è noto: le caste giornalistiche si sono formate nell’era del Pd, di Forza Italia e dei comunisti col Rolex ed hanno servito quelle forze politiche per decenni, prima divisi poi tutti uniti contro i “populisti”. Le caste giornalistiche sono figlie di quell’era politica e di quel sistema, si sono formate e sono emerse anche culturalmente in quel mondo che i cittadini hanno spazzato via nelle urne. Dopo il 4 marzo, le caste giornalistiche sono rimaste tutte al loro posto nelle redazioni, negli studi televisivi e da lì – rancorosi per il clamoroso risultato elettorale e per essere stati malamente ignorati dai cittadini ormai impermeabili alla loro propaganda – hanno iniziato a spruzzare fango contro i gialloverdi ancora più di prima. Come se tentassero una disperata operazione eversiva per boicottare il cambiamento voluto dai cittadini. Come se fossero l’ultimo baluardo politico del vecchio sistema che non si vuole arrendere al proprio fallimento storico. Come se fossero consapevoli che in futuro non ci sarà più spazio per il loro meschino giornalismo politico e s’illudessero di poter tornare indietro. Attaccando, provocando, infamando al punto che lo scontro finale è inevitabile foss’anche solo per prevenire possibili disordini anche sociali. Così del resto non si può andare avanti. È ridicolo che la grande maggioranza dei cittadini che sostengono il governo gialloverde si ritrovano contro l’intera stampa italiana e che non riescano ad accedere a notizie non inquinate politicamente dai loro nemici. È ridicolo che la maggioranza dei cittadini si sentano rimproverare ogni santo giorno per aver votato chissà quali pericolosi fascisti o incapaci o addirittura criminali. Si tratta di una indecenza democratica insopportabile e insostenibile. In passato dopo le elezioni si cambiava la museruola ai giornalisti, si cambiava la linea politica delle redazioni a seconda delle urne per rispettare i nuovi equilibri politici. Il governo gialloverde questo errore non lo deve fare, non deve pretendere un giornalismo amico e nemmeno più equilibrato, deve pretendere un giornalismo totalmente libero ed indipendente dalla politica, da tutta la politica e per davvero e una volta per tutte. Chi si vuole fare il proprio giornaletto di partito se lo faccia e se lo paghi coi suoi soldi e ci sfoghi sopra tutta la sua partigianeria avendo l’accortezza di riportare sulla prima pagina il partito o il boss che serve, ma se si parla d’informazione allora è tutt’altra cosa, è una cosa seria, è un bene pubblico, è linfa democratica vitale e come tale deve scorrere libera da incrostazioni faziose. Il governo gialloverde deve intervenire al più presto affinché finisca l’era dei calunniatori politici camuffati da giornalisti ed affinché l’informazione ritorni a svolgere degnamente il proprio ruolo democratico.

Conte all'Europa: "In Italia troppa povertà, faremo Reddito di Cittadinanza"

GUARDA IL VIDEO: Berlino, 18 giugno 2018 "Nel prossimo consiglio europeo, in sede di discussione del quadro finanziario p...