giovedì 17 maggio 2018

M5S e Lega taglieranno le accise sul carburante: 20 cent in meno al litro


Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da Lega e M5S, riguarda l’eliminazione delle componenti anacronistiche delle accise sul carburante.


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Le accise, usate per finanziarie eventi dello Stato, valgono attualmente 73 centisimi al litro sulla benzina e quasi 62 sul gasolio; invece quelle del ‘900, di circa 20 centesimi al litro, venivano usate per finanziare le guerre in Abissinia, Bosnia e Libano, per riparare i danni causati dall’alluvione a Firenze e dai terremoti in Belice, Friuli ed Irpinia, ma anche per il disastro in Vajont e la crisi del Canale di Suez.

L’Agenzia delle entrate ha dichiarato che le accise hanno fruttato 25 miliardi nel 2017 per cui eliminandone circa il 25% si cancellerebbero dal bilancio dello stato 6 miliardi.

Lo Stato l’anno scorso ha incassato 37 milioni per il finanziamento delle guerre in Etiopia, e altri 150 miliardi grazie alle accise sui terremoti del ‘900 contro i 70 che, secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sono stati impiegati per i luoghi danneggiati dai terremoti.

Tuttavia queste imposte sono state rese strutturali, nel costo della benzina, da un provvedimento del governo Dini del 1995, e dalla Legge di stabilità del 2013 che ha ufficializzato anche le nuove accise, quelle approvate per finanziare il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri, l’acquisto dei bus ecologici, il terremoto dell’Aquila e in Emilia, l’alluvione in Liguria e Toscana, l’emergenza migranti ed infine il Salva Italia del governo Monti.

Il prezzo della benzina in Italia è il quarto più alto d’Europa, l’unione petrolifera ha calcolato che il prezzo medio di un litro di benzina è pari a 1,593 euro quindi il petrolio vale solo il 36% nel costo finale.

Tralasciando le tasse, gli automobilisti italiani pagherebbero 0,577 euro un litro di benzina e 0,588 il gasolio: la componente fiscale è del 64%.

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