mercoledì 28 febbraio 2018

M5S Lavoro: "Via Jobs Act e Legge Fornero"


Pasquale Tridico è l'uomo indicato da Luigi Di Maio come titolare del Ministero del Welfare e del Lavoro di un Governo M5S. Calabrese, 42 anni, è professore associato di Politica economica a RomaTre. In un'intervista alla Stampa delinea le linee guida del suo progetto di azione: via il Jobs act, ridurre la flessibilità nel mondo del lavoro e valutare il ritorno dell'articolo 18; via gradualmente la Legge Fornero, in pensione si va con 41 anni di contributi a prescindere dall'età.


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Capitolo lavoro, cambiare rotta rispetto alla precarizzazione causata dal Jobs Act e valutare la reintroduzione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, mentre interventi sul cuneo fiscale devono essere selettivi.

"È urgente invertire le politiche di estrema flessibilizzazione del mercato del lavoro approfondite di recente dal decreto Poletti sui contratti a tempo determinato e dal Jobs Act. Le evidenze empiriche mostrano che sono i Paesi con mercati meno flessibili a presentare le migliori performance in termini di produttività del lavoro in Europa" [...] "La priorità è la revisione del decreto Poletti sui contratti a tempo determinato" [...] Sull'articolo 18 "valutaremo se tornare alla disciplina precedente per le imprese sopra i 15 dipendenti, per quelle sotto non c'era prima e non crediamo sia utile". [...] "Il nostro intervento sul cuneo fiscale sarà selettivo, stiamo pensando a riduzioni in determinati settori economici e soprattutto sui lavoratori più giovani, a patto che la riduzione si accompagni all'aumento degli investimenti in innovazione".

Capitolo welfare, eliminare il reddito di inclusione e puntare al reddito di cittadinanza.

"Il reddito di inclusione è una misura insufficiente. 187 euro a persona! Un altro bonus occasionale. La nostra misura di fatto è un reddito minimo condizionato, rivolta a circa 10 milioni di persone a cui permetterà anche di formarsi e di trovare un nuovo lavoro, nel caso non ce lo abbiano".

Capitolo pensioni, Tridico è realista sui tempi del superamento della Legge Fornero.

"Stiamo pensando a un superamento graduale, che costerà 11 miliardi annui. Con la nostra riforma si potrà andare in pensione o con 41 anni di contributi versati, qualunque sia l'età, o quando la somma tra età contributiva e anagrafica è quota 100. Inoltre bloccheremo per 5 anni l'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita".

Tutti in piedi per Emilio Carelli che in diretta Rai da una lezione al "parassita" Lupi


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Pubblico in delirio per Di Maio! Ecco la sua intervista a "Matrix"


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Cannonate contro la Boschi e papà Tiziano. Alessandro Di Battista accende la piazza a Rignano, a due passi da casa di Matteo Renzi


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C'è un grado a Rignano sull'Arno quando Alessandro Di Battista arriva a bordo del suo camper. In piazza ci sono quattrocento persone. "Mai viste tante da queste parti", dice la signora Maria. "Poco tempo fa è venuta Roberta Pinotti, il ministro della Difesa. Eravamo 36, 37, non si arrivava a 40". In piazza Martiri della libertà, dove è stato montato il palchetto sul quale la star 5 stelle sale accolto dall'ormai consueto coro "Dibba, Dibba, Dibba", si affaccia la Casa del popolo, ribattezzata ottimisticamente "People's House Rignano". Sulla bacheca i manifesti elettorali del Pd, di Liberi e Uguali e di Potere al Popolo. Giovedì è annunciata una "colazione con il ministro Luca Lotti", alla quale "è invitata tutta la cittadinanza". "Ma non ci sarà mai tutta questa gente, nemmeno la metà", spiega un ragazzo.

Eppure questa è la terra di Matteo Renzi. "La sua casa è quella, sopra la macelleria - indica la signora Maria - è nato qui ed è stato qui fino a quando ha avuto ventidue o ventitré anni. Di Battista non lo nomina: "A quello là non c'è nulla da dire, è politicamente morto". Dalla folla si leva una salva di fischi e buuu nei confronti del segretario del Pd. "Quando ho progettato il tour ho sbagliato - continua il deputato M5s - Per contrastare lui sarei dovuto andare due volte ad Arcore, perché chi lo vota è come se votasse Berlusconi".

Di Battista è nel suo elemento naturale. E lo dice. "La piazza è la mia sede, la nostra sede". La gente accorsa lo adora. "Ho dato per trent'anni il mio voto alla sinistra, ora mi sono rotto i c....", dice Francesco. Vicino a lui i suoi amici annuiscono. Si respira una voglia di rivalsa nei confronti di una terra rossa che Dibba auspica diventi almeno "rosè". L'empatia è alle stelle. Gli consegnano un pacco di pannolini incartato come fosse una strenna natalizia, olio, cioccolato, lenticchie, fagioli, miele. Un ragazzo gli porta il suo cd, "lo ascolterò, ma io faccio un altro mestiere". Il deputato, ancora per poco. L'animale da palco, probabilmente per sempre.

"Quanti sono qui per la prima volta? E dov'eravate prima?" Chiede mentre la luna viene velata da nuvole che promettono neve. Tanti rispondono "nel Pd". "Vi siete pentiti?". Boato. Qualche applauso si leva anche dalla casa del popolo. Alcuni anziani ("Io voto Pd, non rompermi le balle") giocano a carte. Ma in tanti si affacciano incuriositi. "Io lui lo voterei - ragiona un signore di mezz'età con un amico - Di Maio no, proprio non ce la faccio. Se candidavano lui agli altri gli facevano un cappotto foderato di pelliccia".

Qualche compagno vaga nella piazza, viene apostrofato con la tipica ironia fiorentina: "Mariooooo, traditore, non ti far più rivedere". Di Battista martella duro: "La nostra è una battaglia contro quei politicanti che dovevano sparire entro il 4 dicembre e invece sono ancora qui a romperci i c....". La signora Maria racconta che davvero qui Renzi lo chiamavano il Bomba: "Sì, i ragazzi. Perché? Embé, secondo lei dice sempre la verità?".

Due signore al bar chiedono a un forestiero se è un politico: "Perché io e mio marito abbiamo lavorato a quarant'anni, e in due non arriviamo a mille euro di pensione. E i politici non fanno nulla". Il vento, almeno per una sera, sembra spirare nettamente contro Renzi, "anche se lui qui lo vediamo poco, ma il suo babbo e la sua mamma vivono molto il paese". Dal palco cannonate anche contro Tiziano, contro Consip, contro "l'imprenditore Romeo, che faceva affari con tutti". C'è Alfonso Bonafede, sommerso da applausi quando dice che "in Toscana se dici che voti Movimento ti si chiudono tutte le porte, c'è un vero e proprio sistema".

Di Battista attacca "il voto clientelare che la sinistra ha creato con le cooperative rosse", se la prende con le tv e i giornali "complici del sistema": "Solo Barbara D'Urso mi ha fatto parlare, è stata corretta. Voterà M5s, sono convinto". Giovedì sarà a Laterina: "Speravo di incontrare la Boschi, ma l'hanno vestita da Heidi e spedita a Bolzano, solo che invece delle caprette fa ciao ai risparmiatori di Banca Etruria".

A cinquanta metri c'è la sede del Pd. È chiusa. Passano due ragazzi. "Ma tu ci vai domani dal Lotti?". "Ma tu sei scemo, vacci te da quello là". La luna è stata mangiata dalle nuvole. Nella notte, probabilmente, nevicherà.

martedì 27 febbraio 2018

Il M5S è l'unica forza politica credibile. Ecco perchè


Di Tommaso Merlo

Anche in queste elezioni, il Movimento 5 Stelle sta dimostrando che in politica alla fine contano ancora le idee e la credibilità di chi le propone. E queste prevalgono sui soldi, sugli uffici ed i palazzi, su qualche barone in paradiso. Lo dicono i sondaggi, lo dicono le piazze piene, lo dicono i cittadini presenti che donano qualche euro, liberamente. Il Movimento ha rifiutato milioni di euro di rimborsi elettorali ma anche di finanziamenti delle lobby private.


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Soldi ancora più pericolosi. I gruppi di potere non regalano nulla, sponsorizzano la politica con una precisa lista della spesa in mano. Ne sa qualcosa Renzi, il suo impeto riformista è stato completamente castrato. Renzi, a furia di cene a 1.000 euro, fondazioni pompose e lussuosi gala, una volta al potere si è tenuto lo smoking e ha continuato a brindare con gli industriali ed i banchieri alla faccia del popolo di centrosinistra. Una volta sul trono, ha dovuto rendere conto, ha dovuto piegarsi a coloro che gli avevano permesso di essere lì. Non legiferando su certe questioni, decretando su altre. Decisioni come quelle connesse al Jobs Act o alle trivelle o alla mancata legge sul conflitto d’interesse, hanno avuto origine dalle lobby che hanno sostenuto Renzi, non certo dal popolo del Pd. La vecchia politica è in gran parte già svenduta alle lobby prima ancora che metta piede in Parlamento. Funziona ovunque così. Caso scuola quello di Trump che in un paese in cui i ragazzini vengono sterminati a scuola con armi automatiche, ha appena proposto di armare gli insegnanti. Una atroce assurdità ma diabolicamente utile alla lobby delle armi che l’ha fatto diventare presidente con milioni di dollari e pacchetti di voti. Autofinanziandosi con micro donazioni, il Movimento dovrà invece rendere conto solo a quei cittadini che gli hanno offerto i pochi spiccioli extra che avevano in tasca, dovrà rispondere solo a chi lo ha sostenuto e votato. Non è un dettaglio. È linfa vitale di una democrazia. È la principale garanzia che una volta eletto un movimento politico mantenga la parola data ai cittadini e rispetti il programma elettorale. Un pilastro su cui si basa la credibilità e quindi la forza politica del Movimento 5 Stelle. Molti osservatori non si capacitano del fatto che il Movimento si appresti a vincere le elezioni nonostante – non solo non abbia soldi, uffici e baroni in paradiso – ma sia addirittura vittima di una violenta campagna denigratoria da parte di giornaloni e televisioni unificate. Nonostante sia solo contro tutte le forze politiche ed i loro media al seguito. Una delle spiegazioni è questa. In Italia i cittadini sono stati vittima di classi dirigenti indegne per decenni, sono stati ripetutamente traditi e ridotti sull’orlo del baratro per colpe non loro e hanno quindi appreso a guardare la sostanza oltre alle parole, oltre ai protocolli. Rifiutando soldi dallo Stato e dalle lobby, il Movimento non è ricattabile, non ha oscuri conflitti d’interesse, non ha egoismi privatistici da servire e potrà quindi agire nell’interesse esclusivo dei cittadini.

Tasse aumentate e reddito dimezzato? Ecco la prova che distrugge le balle di Romano una volta per tutte

Di Filippo Nogarin (Sindaco di Livorno)

Ieri Andrea Romano su La 7 ha detto tre bugie clamorose, sfruttando il fatto di non avere alcun contraddittorio.
Ecco qui la verità, numeri alla mano.


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- SOSTEGNO ALLE FASCE DEBOLI
Nel 2015 per le social card c’erano a bilancio 368mila euro. Un anno dopo ne abbiamo stanziati 406mila cui si sono aggiunti 300mila euro per il reddito di cittadinanza. Cifra, quest’ultima salita a 400mila euro l’anno dopo. Non c’è stato dunque nessun taglio di misure pre esistenti per finanziare il reddito di cittadinanza. Ai circa 400 beneficiari delle ex social card, si sono aggiunti 250 beneficiari del reddito di cittadinanza. Ma Romano tutto questo lo ignora.

- RETTE E TRIBUTI
Nel 2016 abbiamo cancellato la tassa sull’ombra agli esercizi commerciali facendogli risparmiare 160mila euro. Nel 2017 e 2018 abbiamo ridotto la Tari a imprese e famiglie del 4,5% di media ogni anno. Nel 2018 abbiamo ridotto anche del 60% le rette per i nidi, in particolare alle fasce più deboli della popolazione, sfruttando un finanziamento statale che altri Comuni non hanno saputo cogliere con la nostra stessa efficacia.
Altro che aumento delle imposte locali. Ma tutto questo Romano lo ignora.

- REDDITO 2018
Oggi a bilancio sono stati stanziati 282mila euro per il reddito di cittadinanza 2018. Siamo dunque tornati alle cifre di due anni fa, è vero. Non scordiamoci però che i trasferimenti statali e regionali al Comune sono passati dai 3,7 milioni del 2007 ai 930mila euro del 2017. Ma Romano ignora pure questo.

O forse no. In quel caso si potrebbe parlare di pura malafede.

"Aziende italiane chiudono qui e aprono all'estero? Ecco cosa gli faremo". Strepitoso Di Battista a "Carta Bianca"


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Epico Di Maio a "DiMartedi"! Ecco i primi 4 candidati Ministri


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Luigi Di Maio show a "DiMartedi". Accolto da un uragano di applausi, il candidato Premier del M5S entra in studio con i probabili candidati Ministri. Sono Pasquale Tridico, docente universitario esperto di Lavoro e Finanza di Roma,Lorenzo Fioramonti docente universitario di Economia di Pretoria, Giuseppe Conte giurista e docente università di Firenze e Alessandra Pesce, Dirigente di Ricerca ministero dell'Agricoltura

Strepitoso Travaglio a "DiMartedi", stroncati Renzi, Berlusconi e Salvini!


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Marco Travaglio a "DiMartedi" è uhn fiume in piena. Attacca Berlusconi sulle tasse (il più grande evasore d'Italia"), dice la verità su Salvini e la questione immigrati (hanno regolarizzato 600 mila clandestini IRREGOLARI). Poi Renzi ("Finito"). Guardate e condividete

lunedì 26 febbraio 2018

Tutti in piedi per Emilio Carelli! Ecco l'intervista alla rai che mostra tutta la sua competenza


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Emilio Carelli, candidato alla Camera con il M5S al collegio numero 9 di Roma dimostra tutta la sua competenza e la sua preparazione negli studi Rai di "Tavola Rotonda". Il Candidato M5S si trova davanti una schiera di 4 giornalisti, che oltre a parlare di programmi hanno centrato tutto la loro curiosità sui soliti argomenti (bonifici, Roma, competenze)- Il buon Emilio con la sua pacatezza e tutta la sua preparazione risponde in maniera esemplare spiegando cos'è il M5S e perchè ha scelto di vivere questa avventura con loro.

Romano (PD) dice balle sul M5S, Nogarin lo massacra! Guardate

Polemica in diretta a Non è l’arena (La7) tra il deputato Pd, Andrea Romano, e il sindaco M5s di Livorno, Filippo Nogarin. Casus belli: le accuse dell’ex montiano al reddito di cittadinanza introdotto nel capoluogo toscano dal politico pentastellato. Romano cita un articolo pubblicato lo scorso 2 febbraio sul Tirreno:


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i contributi sociali mediante card, come scrive Enrico Paradisi, “scendono dalla previsione del 2018 da 282mila euro a 150mila, sia nel 2019, sia nel 2020, ma l’assessora al sociale Ina Dhimgjini si è augurata che la giunta stanzi ulteriori somme per mantenere invariata la cifra”. Romano rincara: “Prima di questa specie di reddito di cittadinanza, introdotto da Nogarin, a Livorno c’erano 400 famiglie che ricevevano una specie di sussistenza. Si è passati da 400 a 100 famiglie, a cui hanno dato una piccola somma per il solo primo anno. Quest’anno l’hanno dimezzato. Nel frattempo, hanno aumentato le tasse su tutto e hanno moltiplicato le multe per i livornesi. Chi parla a vanvera di reddito di cittadinanza come il M5S, alla fine, traduce questa misura con un aumento della tassazione sul ceto medio”. Insorge il giornalista Klaus Davi, che fa notare l’assenza di Nogarin, che però chiama telefonicamente la trasmissione qualche minuto dopo. E premette: “E’ necessario raccontare la verità, cosa che Romano con molta difficoltà riesce a fare. Non è assolutamente vero che il reddito di cittadinanza sia stato tagliato, anzi è uno strumento che ha aiutato molte persone. Le tasse non sono aumentate, come va sbandierando l’onorevole Romano. Abbiamo salvato aziende che purtroppo il Pd con la giunta precedente aveva mandato in malora”. “Ma cosa c’entra il Pd?”, insorge Romano. Nogarin continua: “Tutte le volte che Romano va in tv dice balle“. Si scatena la polemica e Romano rinfaccia il dimezzamento del reddito di cittadinanza. “Non è vero” – ribatte Nogarin – “Almeno quando fa le contestazioni provi a studiare un attimo le cose. I provvedimenti non sono così difficili. Lo so che lei purtroppo ha fatto un solo emendamento in 5 anni in Parlamento, quindi ha molta difficoltà a comprendere certe cose. Capisco che è candidato a Livorno e ha bisogno di raccontare balle, ma non funziona così”. Romani menziona l’articolo del Tirreno e Nogarin smentisce il contenuto del pezzo, aggiungendo: “Il Tirreno non è il Vangelo. Venga al Comune e le faccio vedere concretamente il provvedimento”

GUARDA IL VIDEO SU: IlFattoQuotidiano.it

DI MAIO BOOM IN DIRETTA SU RETE 4! ECCO LA SUA INTERVISTA


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Capolavoro Raggi, in un solo anno tagliati costi dell'84%


Se il primo anno dell’amministrazione Alemanno è costato quasi 7 milioni di euro e oltre 4 quello con Marino, la Roma di Virginia Raggi passa all’1,1. Tutti costi dell’assemblea capitolina che sono stati descritti dal presidente dell’Aula Giulio Cesare Marcello De Vito: le spese di questi 12 mesi con i 5 Stelle al Campidoglio sono costati l’84% in meno del primo anno Alemanno e il 72,9% in meno rispetto al primo anno Marino. L’amministrazione, ha annunciato l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, sta inoltre studiando la possibilità di introdurre una moneta complementare all’euro a Roma per “costruire un circuito parallelo che possa favorire l’economia”.


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“Mentre il MoVimento 5 Stelle non impegna fondi per le spese postali e per quelle di editoria, nonostante il già diffuso utilizzo delle nuove tecnologie, con l’amministrazione Marino tre anni fa queste spese superavano rispettivamente i 3.500 euro e i 18mila euro – scrive sul blog di Beppe Grillo il M5S Roma -. Nel 2008 con Alemanno il Comune spendeva ben 23.641,20 euro per la posta e quasi 50mila euro per l’editoria. L’analisi dei dati diventa quasi sconcertante sulle spese di cancelleria: rispetto a nove anni fa il MoVimento 5 Stelle spende circa 117.000 euro in meno per la cancelleria e 57.000 euro in meno per gli altri materiali“, aggiungono i Cinquestelle di Roma.


Nel dettaglio, prosegue M5s, “il totale delle spese dei Gruppi Capitolini per l’acquisto di beni e consumi e per le prestazioni di servizi arriva a oltre 220.000 euro con Alemanno e a oltre 230.000 euro con Marino a fronte dei 90.000 euro spesi invece dal 1 luglio 2016 al 30 giugno 2017″. Per quanto riguarda invece le spese del personale per lavoro straordinario “le due amministrazioni precedenti non si fanno bastare il fondo ordinario che utilizzano per un importo rispettivamente pari a 1.080.177,15 euro e 866.978,93 euro, prelevando anche dal fondo straordinario Roma Capitale da cui si attingono 84.911,75 euro con Alemanno e ben 448.771,85 euro con Marino”. E, sottolinea ancora M5s, “l’ufficio dell’Assemblea Capitolina, durante il primo anno di consiliatura 5 Stelle, non tocca il fondo straordinario e spende per gli straordinari meno della metà rispetto alle amministrazioni precedenti“.

“Le spese per contratti di consulenza, per le prestazioni lavorative esterne e per la realizzazione di progetti di varia natura passano da 43mila euro durante il primo anno di mandato di Alemanno, a 426.963 euro con Marino, al – scrivono – totale abbattimento sotto la Presidenza di Marcello De Vito”. Tagli anche sul numero di personale “in posizione di comando da altra amministrazione: 716.746,00 euro nel primo anno Alemanno, 1.142.469,00 euro durante il primo anno Marino e appena 242.929,00 euro ora grazie a una disposizione dell’Ufficio di Presidenza che in questo primo anno ha ridotto il numero degli incarichi a 13, esattamente venti persone in meno rispetto al 2014: un solo comando per gruppo consiliare e per i membri dello stesso Ufficio di Presidenza“.

DI MAIO BOOM POCO FA A LA7: ECCO LA SUA INTERVISTA


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L'appello di Travaglio: "Italiani, mettiamo alla prova il M5S"


Marco Travaglio crede che sia il momento di dare una chance al Movimento 5 Stelle. Risponde "probabilmente no" al Corriere della Sera che gli domanda se li ritenga pronti per governare, ma sottolinea che "vanno messi alla prova", anche perché "se quelli che li avversano fossero stati così competenti, i 5 Stelle non sarebbero mai nati".


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Non sono mancati problemi, ad esempio nella composizione delle liste, ma non sui rimborsi, perché secondo Travaglio sono "stupefacenti i tanti che li hanno fatti piuttosto che i pochi furbi". Sulle liste però c'è stata "improvvisazione".

"Quanto ti apri alla società civile ti esponi al rischio che ti possano fregare. Certi casi fanno ridere, altri sono seri, come quello del presidente del Potenza Calcio. Che puoi fare? Se lo scopri, lo cacci: è questo che fa la differenza con gli altri. [...] Avrebbero dovuto preparare le liste molto prima. Farle all'ultimo minuto è stata improvvisazione".

Capitolo centrodestra. Berlusconi ha accusato il Fatto Quotidiano di mentire sui suoi rapporti con la mafia. Travaglio conferma tutto.

"Lo scrive la Cassazione nella sentenza Dell'Utri. Berlusconi viene citato 137 volte. Si racconta di come abbia pagato stabilmente, per 20 anni, Cosa Nostra. Una sentenza agghiacciante" [...] "Il suo merito è la capacità mimetica. Se ne va nel 2011 con l'immagine dell'impresentabile. Ritorna nel 2018 come un nonno rassicurante e animalista. Una parte degli italiani è credulona".

Capitolo centrosinistra, i "complici" di Berlusconi, spiega Travaglio.

"Lo sdoganamento da parte della sinistra è abbastanza ripugnante. Sono state sempre complici. Il dubbio è se lo abbiano fatto gratis o siano stati pagati. L'unico non colluso è stato Prodi"

POCO FA LUIGI DI MAIO HA DATO A TUTTI UNA GRANDE LEZIONE A "MATTINO 5". ECCO L'INTERVISTA


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domenica 25 febbraio 2018

Di Battista: "Si sta morendo senza lavoro, Reddito di cittadinanza subito!"


Piazza gremita per il comizio di Alessandro Di Battista a Iglesias.

Migliaia di cittadini si sono radunati in Piazza Sella per ascoltare il discorso dell’esponente 5 Stelle, il quale ha parlato per circa un’ora.

Il deputato uscente del M5S ha parlato soprattutto di lavoro, problema molto sentito in Sardegna e soprattutto nel Sulcis Iglesiente, la provincia più povera d’Italia.

Di Battista ha detto ai cittadini: “State morendo senza lavoro, come voi tutto il Paese”.


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Il pentastellato ha poi esposto la ricetta del Movimento per risolvere il problema: “Non abbiamo nessun conflitto d’interesse, sconfiggeremo i cancri del Paese e toglieremo il potere dalle mani di quelle poche persone che oggi ce l’hanno. Qui state morendo senza posti di lavoro, il reddito di cittadinanza non è assistenzialismo ma è utile per creare occupazione. Sapere che un giovane che non riesce a trovare lavoro deve andare via è un dramma sociale e economico”, ha detto Di Battista, che ha aggiunto “col reddito di cittadinanza ci saranno meno fughe. Gli anziani sono costretti a vivere, spesso, con una pensione di 400 euro, questo vuol dire la morte sociale. È pazzesco che un cinquantenne o un sessantenne che perde il lavoro diventi un fantasma”. E ancora: “Vogliamo creare una banca pubblica di investimento per sostenere le imprese. Questo Paese ha bisogno di nuovi posti di lavoro”.

“Chi non vota – ha proseguito – fa un favore a quei partiti che non ha voluto votare, a chi ha fatto della politica una professione ed è privilegio dipendente. A noi gli esperti della politica, a Roma hanno lasciato 15 miliardi di euro di debiti e hanno reso la Sardegna piena di disoccupazione, un’isola che potrebbe campare di turismo, enogastronomia ed energia rinnovabili tutto l’anno. Non abbiamo la bacchetta magica, dobbiamo andare al governo e cambiare una cosa alla volta.”

Di Battista, scherzando, ha anche detto di aver “convinto anche Barbara D’Urso a votare Movimento 5 Stelle”. Al termine del comizio il deputato ha detto: “Ci ha chiamato Zola, dobbiamo andare a Oliena. Che giocatore Gianfranco!”.

IL VIDEO MESSAGGIO DI BEPPE GRILLO A TUTTI NOI! DA VEDERE


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sabato 24 febbraio 2018

Calenda attacca Emiliano dopo dichiarazioni pro-M5S, Travaglio lo massacra cosi


 – di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano del 24 febbraio – Michele Emiliano, come spesso gli accade, ha detto una cosa saggia: “Se il Pd non fosse il primo partito e Mattarella desse l’incarico a Di Maio, e ad altre ipotesi non voglio pensare, farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5S nella formazione del governo”. Il vulcanico governatore pugliese lo ripete da tempo: un movimento che da cinque anni, salvo brevi intervalli, è la prima forza politica del Paese non può essere escluso in eterno dall’area di governo e merita di essere messo alla prova. Non perché esista la certezza che governerà bene, ma perché in democrazia non si può ignorare per tanto tempo la volontà della maggioranza (relativa) degli elettori.


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Infatti già nel 2013, appena rieletto a sindaco di Bari, Emiliano aveva offerto alcuni assessorati ai 5Stelle, che ancora si beavano nel loro dorato isolamento e rifiutarono. Ora che Di Maio si appella ad altri partiti per condividere un programma in pochi punti, anche l’alibi dei 5Stelle chiusi a riccio è caduto. Le tre alternative a un governo sostenuto dai M5S, LeU e almeno una parte del Pd sono una peggio dell’altra: tornare subito a votare con la schifezza del Rosatellum; un governissimo Renzusconi con voti comprati e Gentiloni a Palazzo Chigi; un governo Tajani a trazione berlusconian-leghista, sempre con voti comprati.

Poteva mancare a quel punto l’illuminato parere del ministro-prezzemolo onnisciente e onnipontificante Carlo Calenda, detto Crema di Calendula perché è un impacco che si porta su tutto, dai foruncoli alla crisi di Roma, dalla micosi del piede ai disastri Ilva e Alitalia, dall’acne giovanile al caso Embraco? Non poteva. “Sostengo la coalizione di centrosinistra perché abbiamo bisogno di una classe dirigente seria”, twitta il Calenda, “ma ogni volta che vedo (sic, ndr) una dichiarazione di Emiliano la determinazione vacilla. Non comprendo cosa c’entri con il Pd”.

Ora, per carità, va bene tutto. Ma Emiliano è da 11 anni il segretario del Pd pugliese, è stato due volte sindaco Pd a Bari, è presidente Pd della Regione e un anno fa si è candidato a segretario Pd. Invece Calenda, che distribuisce e revoca tessere del Pd a chi pare a lui, al Pd non è nemmeno iscritto perché lo giudica “un circolo chiuso”. Del resto, alle elezioni 2013 si candidò con la Lista Monti e fu ovviamente trombato. Perché lui porta sempre buono. Era a bordo anche dell’altro celebre Titanic della politica italiana: Italia Futura di Montezemolo (in qualità nientemeno che di “coordinatore politico sul territorio”, infatti Italia Futura sfuggiva ai radar), col quale aveva collaborato alla Ferrari prima di passare a Confindustria.

A quei tempi ripeteva prima e dopo i pasti, che “l’Agenda Monti è l’unica strada per la modernità” e “noi siamo alternativi ai Dem, li batteremo” (Corriere, 2.1.2013). Siccome però quelli come lui, nati bene e cresciuti anzi pasciuti anche meglio, non possono vivere un solo giorno col culetto scoperto, appena bocciato dagli elettori Calenda fu raccattato dal governo Letta come viceministro dello Sviluppo. Renzi lo confermò, ma nel 2016 lo spedì a Bruxelles come un pacco postale, in veste di “Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue”. Permanente si fa per dire: Calenda arrivò il 21 marzo e il 10 maggio era già di ritorno.

Giusto il tempo di far incazzare i diplomatici di carriera, poi abbandonò l’amata Europa per afferrare al volo il ministero dello Sviluppo lasciato vacante dalla Guidi e riservato, com’è noto, agli emissari di Confindustria. Lì piantò radici e restò imbullonato anche con Gentiloni. La sua attività ministeriale s’è trascinata sanza infamia e sanza lode, fra una crisi irrisolta e l’altra, una marchetta agli industriali di qua e una di là, fino alla campagna elettorale.

Lui, ci mancherebbe, si è ben guardato dal candidarsi: molto più comodo occupare poltrone all’insaputa degli elettori, essendone fra l’altro sprovvisto (di elettori, non di poltrone).

Ma ha cominciato a esternare e a presenziare, come tarantolato. Ha iniziato a distribuire patenti di incompetenza a tutti, tranne che a se stesso e, chissà perché, alla Bonino. Ha preso a stalkerare la sindaca Raggi, trascinandola su un fantomatico “tavolo per Roma” dove lui porta a spasso il suo monumento equestre senza un euro in tasca.

Intanto collezionava un paio di successi (tipo Ideal Standard) e vari flop, da Alitalia a Ilva a Embraco. Quest’ultimo è il gruppo brasiliano che trasloca da Torino dove più gli conviene, cioè in Slovacchia.

Cioè segue alla lettera il Calenda-pensiero, convinto di fare cosa gradita al fan sfegatato di tutti i trattati mondiali per il libero scambio e la libera circolazione delle merci, dei soldi e dei lavoratori come lui.

Invece, sorpresa: stavolta Calenda, a favore di telecamera, s’incazza contro la libera circolazione di Embraco. “Gentaglia!”, tuona furibondo, come se bastasse qualche vaffa per fare un ministro competente (nel qual caso, l’incompetente Beppe Grillo sarebbe molto meglio di lui).

La verità è che il ministro dello Sviluppo economico dovrebbe creare le condizioni per attirare e trattenere gli investitori stranieri, non insultarli quando se ne vanno. Perché, se non riesce a persuaderli, il fallimento è tutto suo. Ma il suo fiasco, grazie ai leccalecca dei giornaloni, diventa un trionfo: anvedi er sor Calanda come jele canta.

Risultato: altri 500 posti di lavoro in fumo (in aggiunta alle decine di aziende fuggite all’estero negli ultimi anni, ma lontano dalla campagna elettorale, dunque senza un pigolio del ministro).

Ora Crema di Calendula, che non è iscritto al Pd e se ne dichiara “alternativo”, infatti fa campagna per la Bonino, domanda al Pd Emiliano cosa c’entri col Pd. Come se Renzi chiedesse a B. cosa c’entri con Forza Italia. Ma forse non è l’esempio più azzeccato.

Vergogna a Roma, sfregio ai manifesti di Paola Taverna

La leonessa del M5S, Paola Taverna, ha subito un attacco vigliacco nel suo collegio. Ecco cosa è successo, ci racconta tutto la stessa Paola su Facebook:


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BOMBA MICIDIALE! Ligabue attacca il Pd: "Non ha valori, ho deciso che non li voterò più"


MILANO – Deluso dal Pd? “Credo di far parte di un club molto nutrito, il Pd sa quanto ha deluso i suoi elettori”. A dirlo è il rocker Luciano Ligabue, che continua: “Hanno tradito i valori della sinistra, non li voterò piu'”
Fonte: TermometroPolitico


GUARDA IL VIDEO DI LIGABUE CHE RINGRAZIA GRILLO NEL PRIMO VAFFADAY:



CONDIVIDETE TUTTI QUESTA INTERVISTA DI DI BATTISTA. I PARTITI TREMANO


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di Alessandro Di Battista

Ieri sono stato intervistato da FanPage. Ho scambiato quattro chiacchiere con il direttore Piccinini e con la squadra di giornalisti che ha realizzato l'inchiesta "Bloody Money". Gli ho fatto i complimenti e gli ho detto di non mollare. E lo dico ancora oggi perché proprio oggi è uscita una notizia preoccupante. Qualche balordo si è fatto 4 piani di scale e ha dato fuoco alla porta di casa della cognata del direttore Piccinini. Incendio doloso, meno male che la casa era vuota. A voi i commenti ma cerchiamo di stare vicino alla redazione di FanPage. Sono giornalisti con la schiena dritta. Vi posto l'intervista che ho fatto proprio ieri. Buona giornata.

venerdì 23 febbraio 2018

DATE UNA MEDAGLIA A CROZZA: PARTITI E DE LUCA UMILIATI! DA VEDERE


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Gianluigi Paragone lancia un messaggio chiaro agli italiani: "Basta farci fregare!"


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Prima ci riempiono di tasse e poi tutti le vogliono diminuire.

Ma stavolta non dobbiamo farci fregare.

Gli ultimi aumenti che graveranno sulle nostre bollette sono sono un mega regalo di Gentiloni ai grandi gruppi industriali. Uno sconto da 1,7 miliardi di euro che pagheranno i cittadini e le piccole imprese.

Ne parla Gianluigi Paragone, candidato a Varese con il M5S, in un video pubblicato su Facebook in cui rilancia una denuncia di Milena Gabanelli di cui avevamo parlato in un post precedente:

“Tra qualche giorno arrivano le stangate sulle bollette: +5,3 per la luce, +5 per cento per il gas. Questo ve lo dico perché in questi giorni di campagna elettorale li sentite tutti promettere la luna, promettono l’abbassamento delle tasse, ‘interverremo sulle bollette, sulle tariffe’, ‘interverremo sulla burocrazia’,” dice Paragone sul social network.

E aggiunge:

“Tutti promettono tutto, però ricordatevi anche di chi ha fatto certe cose, ricordatevi di chi vi sta mettendo le mani dentro il portafoglio. Si parla di un aumento che andrà a incidere sulle famiglie per circa 80 euro. Il problema è che il governo Gentiloni, mentre non si accorgeva dei danni che provocava alle famiglie, all’economia reale, ai piccoli imprenditori, faceva un mega regalo ai ‘prenditori’. Perché questi aumenti sono dettati dal fatto che un decretino del governo in qualche modo va a concedere degli sconti ai grandi consumatori di energia e, per forza di cose, qualcuno la bolletta in più la paga, perché la coperta è corta. E se la tiri a vantaggio dei ‘prenditori’ lasci scoperti i piedi dei piccoli imprenditori e quindi delle famiglie. Ecco perché paghiamo di più”.

“Se pagherete di più la bolletta Milena Gabanelli vi ha spiegato il perché. Quando andrete al voto – conclude il giornalista – il 4 marzo la rivoluzione democratica si fa con una crocetta.

CONDIVIDETE QUESTA INTERVISTA DI DI MAIO PER SKY OVUNQUE! GRANDIOSO!


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Clamoroso! Emiliano vuole un Governo a 5 stelle!


 "Se il presidente Mattarella dovesse dare l'incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo" afferma Michele Emiliano. "Se il Pd non dovesse essere il primo partito - aggiunge - e l'incarico dovesse essere dato al M5s, e ad altre ipotesi non voglio pensare, siccome sarà un governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far in modo che il gruppo che riceverà l'incarico poi possa formare un governo".


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Cosi parla il Governatore PD in Puglia Michele Emiliano. Sicuro di una sonora sconfitta del PD, il dem chiede di un sostegno al Governo 5 stelle. Paura o bluff? A voi l'ardua sentenza

Attenzione, il M5S chiama tutti gli italiani a scendere in piazza! Ecco perchè


Il 2 marzo tutti a Roma. Insieme per un Paese più giusto


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di Alessandro Di Battista

Venerdì 2 marzo ci ritroveremo tutti a Roma, in Piazza del Popolo. E sarà un momento importantissimo. Non soltanto la chiusura di una campagna elettorale splendida, realizzata anche grazie a micro donazioni arrivate da migliaia di cittadini che hanno deciso di sostenere il MoVimento 5 Stelle. Sarà un momento di condivisione, di gioia, di festa. Un momento in cui parlare dell’idea di Paese che abbiamo.

Non potevamo condurre questa campagna elettorale in modo migliore, perché ci siamo impegnati tantissimo, senza risparmiarci. Ho girato tutta Italia con la mia famiglia, con un camper, andando in tantissimi luoghi, incontrando tantissima gente. Luigi ha fatto un “rally” lungo due mesi, parlando con imprenditori, lavoratori, associazioni.
Questo è un Paese che sta soffrendo tantissimo, che necessita di un riscatto. I cittadini in difficoltà sono dei veri e propri fantasmi, in Italia. Penso ai lavoratori dell’Embraco, a quelli dell’Ilva, ai pensionati minimi che non possono campare con 440 euro al mese. Penso alla Campania, martoriata da attività illecite portate avanti dal crimine organizzato grazie alla corruzione della politica.

Penso che sarà durissima. E penso che qualora dovessimo arrivare al governo - e ci credo tantissimo - non sarà facile scardinare un sistema di potere che si è cibato del nostro presente e del nostro futuro, dei nostri diritti, trasformando una repubblica fondata sul lavoro e sui diritti in una repubblica fondata sui bonus e sulle mancette.

Penso che sarà durissima però penso anche che ce la possiamo fare, rimboccandoci le maniche e portando avanti le proposte che ci hanno contraddistinto in questi anni.
Il MoVimento 5 Stelle è fortissimo. È talmente forte che tutti gli altri partiti si sono dovuti mettere insieme e fare una legge elettorale contro di noi.

E allora coraggio. Vediamoci il 2 marzo a Roma. Tutti quanti. Venite da tutta Italia. Incontriamoci in Piazza, abbracciamoci, parliamoci, stiamo assieme. Perché soltanto assieme, tutti uniti, possiamo costruire un Paese un po’ più giusto. Perché alla fine vogliamo questo: un Paese più giusto, un Paese normale. L’idea del Paese che vogliamo verrà presentata in Piazza del Popolo il 2 marzo. Coraggio, perché è stata una bellissima avventura. Ma il meglio, magari, deve ancora arrivare.

giovedì 22 febbraio 2018

Ecco il servizio di "Piazza Pulita" che sputtana definitivamente Forza Italia


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Salvatore Borsellino scrive una lettera al M5S: "Il vostro impegno e l'onestà vi ha portati in alto


(Salvatore Borsellino – ilfattoquotidiano.it) – Gentili Luigi Di Maio e probiviri del M5S, in questi anni avrete compreso quanto complicato e pieno di insidie sia non solo il lavoro che vi siete assunti l’onere di portare avanti ma anche l’animo umano. Vi siete trovati tra le vostre fila mele marce, banderuole, ipocriti e scorretti, tutti con giustificazioni più o meno umanamente comprensibili. Allo stesso tempo, per fortuna, avete conosciuto il senso dello Stato, l’impegno e l’onestà di tanti altri vostri colleghi deputati, che hanno portato alti i valori sui quali si basa il vostro Movimento.


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Giulia Sarti è una di queste persone. Seguendo il suo lavoro da vicino, per ovvie e comprensibili ragioni, abbiamo avuto contezza della preparazione, della perseveranza, del coraggio e dell’etica di questa giovane donna, che ha reso onore al sacrificio di tanti uomini e donne di Stato, stando vicino ai familiari delle vittime lasciati soli da quello stesso Stato per il quale avevano dato la vita i loro cari, continuando con tutta se stessa la battaglia per la verità e la giustizia. Giulia Sarti, per quelli come noi che l’hanno conosciuta e avuto al fianco, incarna i valori fondamentali come l’onestà, la lealtà, l’impegno, la voglia di combattere per questo Paese. Estrometterla dal Movimento minerebbe la fiducia delle persone come noi che hanno la presunzione di conoscere i veri valori e, nel nostro piccolo, propagarli.

Comprendiamo la delicatezza del momento e della situazione in cui vi trovate. Ci rendiamo conto che il cavallo di battaglia sul quale avete scelto di puntare maggiormente, nella competizione elettorale che si accinge a svolgersi, è l’etica e la presa di distanza da qualsiasi familismo possa intaccarla. Comprendiamo le ragioni che vi hanno portati ad allontanare chi si è scoperto non aver rispettato le promesse fatte, prima che con voi, con gli elettori. Allo stesso modo, però, sappiamo anche riconoscere una vittima e siamo assolutamente consapevoli, per averlo sperimentato sulla nostra pelle, dell’importanza di non isolare le vittime, facendole diventare, in un perverso gioco di omertà e silenzi, doppiamente vittime.

Giulia Sarti è una vittima. Giulia Sarti non si è intascata quel denaro, lo sapete benissimo anche voi, altrimenti l’avreste espulsa sin dall’inizio assieme agli altri otto deputati.

Ora apprendiamo dalla stampa la decisione di Giulia di autosospendersi. Come si sono autosospesi coloro i quali erano stati accusati di aver falsificato le firme per le elezioni comunali di Palermo; come coloro i quali erano stati indagati, dopo aver assunto funzioni pubbliche, per diversi reati e in diversi comuni e regioni, nell’arco di questi cinque anni. E apprendiamo, sempre dalla stampa, di voci che la vorrebbero espulsa a breve. Giulia, che è stata la prima a denunciare, che non è mai stata raggiunta neanche dalla voce di un’indagine nei suoi confronti (a differenza di altri suoi colleghi, parlamentari o sindaci, che sono rimasti, però, giustamente al loro posto), che in tutta questa storia è la parte lesa. Oltre il danno, la beffa, verrebbe da dire.

Il silenzio che, in questo momento, la circonda è assordante.

Comprendiamo l’importanza del viso pulito che il Movimento deve mostrare per le prossime elezioni. Allo stesso tempo riteniamo fondamentale che un partito che mira a governare questo disgraziato Paese si assuma il dovere – ma anche il diritto – di difendere le proprie vittime e il loro status di vittime, che non si giri dall’altra parte, che non le isoli, che non le lasci in pasto all’opinione pubblica (che ovviamente ha meno informazioni di voi per farsi un’opinione) solo perché questo potrebbe portare meno grane.

Nonostante il momento per lei ricco di sofferenze, in questi giorni Giulia ha continuato a spendersi senza remore – come potrete ben verificare dai lavori della Commissione – per l’antimafia e per gli ideali che voi dite di voler portare avanti.

Martin Luther King disse: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare, ma bisogna prenderla perché giusta”.

Per questo chiediamo a Giulia Sarti di continuare a rendere onore al proprio movimento e al Paese proseguendo le sue battaglie come parlamentare dello Stato italiano e chiediamo a Luigi Di Maio e ai probiviri di respingere l’autosospensione di Giulia, prendendo così, come insegnò il reverendo King, la decisione giusta.

Salvatore Borsellino
Paola Caccia
Angela, Gino e Gianluca Manca
Stefano Mormile
Vincenzo e Augusta Agostino

Alessandro Di Battista è un uragano a "CartaBianca" su Rai 3: Ecco l'intervista


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Bufala bollette Enel "Aumento di 35 euro", ma è falso


Non ci sarà alcun aumento di 35 euro sulla bolletta della luce. La voce è iniziata a circolare nelle scorse ore su WhatsApp, ma non c’è niente, o quasi niente, di vero. "Buonasera mi è appena arrivato questo SMS su WhatsApp: fate girare! Nelle bolletta-luce dal prossimo aprile, ci saranno veramente dalle 30 alle 35€ in più", recita il messaggio che ha dato il via alla solita catena di Sant’Antonio che poi, come spesso accade, si è allargata a macchia d’olio.“


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Nel messaggio si invitano i consumatori a non pagare la bolletta in attesa delle "decisioni del Tar… Io non le pago (ho già tolto la domiciliazione bancaria e pagherò la somma che mi spetta con un bollettino postale scritto a mano con l’importo decurtato della cifra che non mi spetta come da contratto) ma funzionerà solo se lo faremo in tanti".

La bufala circola anche sotto un'altra veste, come riferisce Bufale.net: "Buongiorno…. io stamattina ho già telefonato all’ENEL, che è il mio gestore, per quel problema di quei soldi che vogliono metterci sulla bolletta. Eeee… mi hanno detto cheee… effettivamente è vero, non sanno ancora l’ammontare se è 35, perché m’ha detto che ci saranno altre! Bollette che metteranno su, perché il debito è molto alto. Quindi non pagheremo solo su questi 35 euro che dicono, ma ne pagheremo altre, altre altre finché non si estingue questo debito che è altissimo!".



L’aumento sarebbe dovuto alla nota vicenda dei debiti dei morosi che saranno spalmati su tutte le bollette. Ma non è del tutto così: l'Autorità per l'Energia, il gas e i rifiuti (Arera) ha di recente già precisato "che il provvedimento citato (deliberazione 50/2018) riguarda solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema previsti per legge". In sostanza non pagheremo tutti i debiti generali dei morosi, ma solo una parte relativa agli oneri generali, la quota fissa che non dipende dal consumo.“



Di Maio show a "Quinta Colonna": "Siamo il cambiamento di questo Paese"


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FANTASTICO! Claudio Gentile sta con il M5S per cambiare l'Italia


di Claudio Gentile

I media hanno riportato in maniera fuorviante alcune mie dichiarazioni. Non ho accettato la proposta di fare il Ministro dello Sport, non certo perché non mi ritrovo nelle posizioni del MoVimento 5 Stelle, ma perché sono uno sportivo e tale voglio restare. Molto umilmente penso di non essere la persona adatta per ricoprire quel ruolo.


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Per quanto riguarda Luigi Di Maio, ho parlato con lui e l'ho trovato molto preparato e molto serio nello svolgimento del ruolo che ricopre e la sua proposta mi ha onorato. E' bello che si pensi a persone estranee alle logiche dei partiti e delle spartizioni delle poltrone e sono convinto che troveranno le persone adatte per i ruoli di governo.

Voterò MoVimento 5 Stelle e il motivo è semplice: penso che siano gli unici in grado di fermare la corruzione e far partire il cambiamento del Paese. Con il gioco di squadra ci riusciranno. Io nel mio piccolo spero di poter contribuire e ognuno di noi ha la possibilità di partecipare e scegliere il cambiamento. E' ora di partire in contropiede!

Gabanelli: "Reddito di cittadinanza del M5S unico aiuto plausibile"


Il numero dei Paesi poveri, secondo le Nazioni Unite, è raddoppiato negli ultimi 40 anni, e la distribuzione della ricchezza è sempre più iniqua. Secondo Eurostat l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di poveri, e quello con il maggior numero di persone a rischio di povertà. L’Istat li ha quantificati in 4 milioni e 742.000, ovvero un milione e 600mila famiglie non hanno mezzi di sostentamento.


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MOVIMENTO 5 STELLE
La proposta del M5S si chiama «reddito di cittadinanza», formulata in maniera dettagliata con un disegno di legge (il 1148 nel 2013). Prevede che per tutti i cittadini italiani, europei e gli stranieri provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di reciprocità sulla previdenza sociale, un reddito sulla base dell’indicatore di povertà dell’Unione europea.
Il M5S propone che lo Stato contribuisca a versare alla persona, o alla famiglia, la cifra che manca per raggiungere la cifra minima considerata necessaria per sopravvivere. Non c’è un limite di tempo, ma ci sono regole per non perderlo: iscriversi ai centri per l’impiego, seguire percorsi formativi per il reinserimento nel mondo del lavoro, non rifiutare più di tre proposte di lavoro e non recedere da un contratto senza giusta causa due volte in un anno.
Quanto costa allo Stato il Reddito di Cittadinanza? Secondo i calcoli dell’Istat la proposta del Movimento 5 Stelle peserebbe 14,9 miliardi di euro per un totale di 8 milioni e mezzo di persone, a cui il partito di Grillo aggiungerebbe altri 2,1 miliardi per rafforzare le politiche attive del lavoro per un totale di 17 miliardi di euro. Anche in questo caso, però, le cifre rischiano di essere «ballerine». Secondo l’Inps il costo sarebbe maggiore.
L’ipotesi di copertura considera tagli alla spesa e nuove entrate per un totale di quasi 20 miliardi di euro. Tagli che sono tutti da verificare ed entrare che rischiano, in alcuni casi, di ribaltarsi nuovamente sui cittadini sotto forma di aumenti.

GUARDA IL VIDEO ILLUSTRATIVO DELLA GABANELLI :dataroom-milena-gabanelli/reddito-cittadinanza

ATTENZIONE - 5 STELLE PRONTI A MANDARE TUTTI A CASA. ECCO COS'E' SUCCESSO POCO FA

Di Maio: ’11 giorni al 4 marzo: il giorno del ballottaggio che può cambiare l’Italia’


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Riportiamo di seguito il post a firma di Luigi Di Maio pubblicato sul Blog delle Stelle:

“Mancano 11 giorni al 4 marzo, il giorno in cui si deciderà il futuro del nostro Paese. Tutto il MoVimento 5 Stelle sta affrontando questa campagna elettorale con entusiasmo e serietà. I nostri candidati, le nostre super competenze, sono nel territorio a raccontare il programma ai cittadini. Alessandro sta girando l’Italia con un camper, io sto facendo un Rally da due mesi con un pulmino. Tutte le nostre energie le stiamo spendendo per questo e lo possiamo fare grazie al sostegno dei liberi cittadini che ci hanno donato quasi 700.000 euro.

Queste non sono elezioni comunali o regionali dove ognuno vota il suo partito di riferimento, anche perchè i partiti di riferimento non esistono più. Il Pd ha candidato Casini a Bologna e la Lorenzin a Modena.
La coalizione di centrodestra è uno specchietto per le allodole: non hanno nulla in comune e si sono coalizzati solo per ottenere più poltrone possibile. L’obbiettivo delle due coalizioni è quello esplicitato da Emma Bonino: destra e sinistra insieme per continuare come si è sempre fatto. L’unica alternativa al governo del MoVimento 5 Stelle è un governo con dentro tutti gli altri: Lega, Forza Italia e Pd. Ossia tutti i partiti che hanno distrutto l’Italia in questi vent’anni. E’ questo che vuoi per il tuo futuro?

Perchè qui si sta decidendo davvero il futuro. Da una parte ci sono quelli che hanno distrutto la mia generazione, dall’altra parte ci siamo noi, gli unici che hanno le mani libere per fare le cose che servono al Paese. O si continua con questo schifo o finalmente si libera lo Stato dai partiti che si sono spolpati l’Italia e che gestiscono la cosa pubblica come cosa loro.

Qui siete chiamati a decidere se continuare con il malaffare, la corruzione, le tangenti, con il potere gestito da pochi, con chi si occupa solo degli affari propri o iniziare a fare gli interessi dei cittadini.

L’inchiesta di FanPage ci sta mostrando come funziona questo sistema: fa accapponare la pelle, ma vi chiedo di guardarla. Se non volete più quel sistema l’unica risposta possibile è il MoVimento 5 Stelle.

In questo sistema non c’è nessuna differenza tra Pd o Forza Italia, tra destra o sinistra. Un accordo lo trovano sempre, che vinca l’uno o l’altro, poi si mettono sempre d’accordo per farsi i fatti loro ai tuoi danni.
Oggi il centrosinistra è fuori dalla competizione elettorale, è un partito di impresentabili che in questo momento è alle prese con i suoi impresentabili coinvolti nell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti in Campania legato anche ad ambienti camorristici. Lo sanno da tempo di essere fuori combattimento e infatti hanno fatto una legge elettorale per avvantaggiare il più possibile il centrodestra.

Nel singolo collegio la partita è tra noi e la coalizione di Berlusconi perché anche votare Pd, per come stanno le cose, significa votare Berlusconi. E’ un ballottaggio. Un ballottaggio tra noi e un traditore della patria che dice che vuole introdurre il vincolo di mandato per i parlamentari e poi apre le porte ai voltagabbana, e che ora vorrebbe imbarcare anche i nostri candidati che non hanno restituito quanto dovevano al fondo per il microcredito. A Berlusconi do una notizia: quasi tutti hanno già firmato il modulo con cui si impegnano a non accettare la candidatura, quindi non potrà fare i suoi giochetti.

Il 4 marzo è un ballottaggio tra noi che vogliamo una vita di qualità per i cittadini e quelli che la qualità della vita ce l’hanno distrutta. La qualità della vita è al centro del nostro programma di governo, un programma pubblico che tutti possono leggere e consultare e su cui i nostri iscritti hanno espresso milioni di voti.

Per scegliere non guardate solo i programmi, tutti vi racconteranno programmi bellissimi dove vi dicono che faranno il contrario di quello che hanno già fatto. Chi ha fatto la Fornero vi racconta che la abolirà, chi ha votato contro il Reddito di Cittadinanza vi dice che farà quello di dignità, chi ha distrutto i diritti dei lavoratori dice che ve li ridarà. Mentono. Mentono tutti. Una cosa dovete guardare: chi li finanzia. A noi ci finanziate solo voi. Questa è la più grande garanzia che vi diamo. Siete i nostri soli e unici azionisti e a voi renderemo sempre conto. Io sono molto fiducioso perché sento che l’onda sta montando.

La prossima settimana conoscerete la squadra di governo che proporremo al Presidente Mattarella, saremo gli unici a presentarla prima del voto e finalmente potrete scegliere le persone che andranno a governare il Paese. Sono entusiasta della squadra che stiamo costruendo e delle persone che stanno dando la loro disponibilità: sono un patrimonio di tutta l’Italia. Ricordatevi che venerdì 2 marzo chiuderemo la campagna elettorale con Beppe Grillo, Alessandro Di Battista e tutti i candidati in piazza del Popolo a Roma.

Partecipa. Scegli. Cambia!”

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mercoledì 21 febbraio 2018

Dino Giarrusso massacra il condannato Sgarbi in diretta a "Matrix


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Straordinario! il "The Guardian" pubblica il messaggio del M5S su Berlusconi e la Mafia


Il "The Guardian" prende al volo il messaggio lanciato da Alessandro Di Battista ad Arcore riguardo il Processo Dell'Utri. L'annuncio arriva direttamente dallo stesso Di Battista su Facebook:


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"Ce l'abbiamo fatta. Prima il comizio ad Arcore a pochi metri dalla villa di Berlusconi con la lettura della sentenza di condanna di Dell'Utri, poi la reazione scomposta di Berlusconi che minaccia querele (che pauraaaa...). E infine voi tutti! Sì, perché ieri vi ho chiesto di inviare il video della lettura della sentenza (sottotitolato in inglese) ad importanti giornali esteri. L'avete fatto in tantissimi e il The Guardian l'ha pubblicato con il pezzo che vi posto qui. Ottimo lavoro ragazzi, grazie di cuore. Anche all'estero sempre più persone sanno che in Italia c'è chi non abbassa più la testa e ha il coraggio di schierarsi contro il crimine organizzato. Nei prossimi giorni vi chiederò ancora una mano. Faremo la stessa operazione con i giornali francesi e tedeschi. Coraggio!

P.S. Alle 18.00 sarò in piazza Falcone e Borsellino a Corleone. Venite con me!"

Panico al Viminale, “possibili brogli il 4 marzo”! Il cupo sospetto: così possono ribaltare tutto


Codici a barre, diplomatici nelle tipografie, carabinieri nelle sedi di voto. Per evitare polemiche, rischio brogli e irregolarità, la Farnesina si è organizzata per tempo e ha messo in atto tutta una serie di contromisure per garantire la sicurezza del voto più contestato. Quello all’estero.


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Le schede, riporta la Stampa, sono già partite anche se, domani mercoledì 21, la Consulta si esprimerà su un ricorso del Tribunale di Venezia che avanza dubbi sulla costituzionalità della legge che lo regola, per le “ombre” su libertà e segretezza del voto.
Gli italiani all’estero che si recheranno alle urne sono 4 milioni e 300 mila, sparsi in 177 Paesi, circa 700 mila elettori in più delle scorse politiche. Voteranno ancora per corrispondenza e le schede arriveranno a casa via posta. Si vota indicando le preferenze – a differenza di quanto succede in Italia – e si rispediscono entro il primo marzo alle 16 alle sedi diplomatiche. Che provvederanno a inviarle su 120 voli verso Castelnuovo di Porto, dove la Farnesina avrà terminato il suo compito. Toccherà poi alla Corte d’Appello di Roma a garantire lo scrutinio in circa 1700 seggi. Si sa, infatti, che i voti provenienti dall’estero hanno spesso fatto la differenza nella definizione del vincitore delle elezioni.


martedì 20 febbraio 2018

La Corte dei Conti promuove il lavoro dell'Appendino a Torino: "Riscontrato ottimo lavoro"


"Abbiamo riscontrato una riduzione sia della spesa corrente che in conto capitale, così come delle anticipazioni di tesoreria e di nuovi mutui, scesi nel 2017 a 17 milioni rispetto ai 45 milioni del 2016. Per le partecipate il piano di revisione è esaustivo sotto il profilo della compilazione". A parlare è la Corte dei conti che promuove a pieni voti il piano di rientro della giunta guidata da Chiara Appendino impegnata a risanare il debito strutturale di Torino.


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Ed è ormai un classico: ogni volta che il MoVimento si trova ad amministrare una città, deve sempre costruire sulle macerie lasciate dagli altri. Così Chiara, la sua giunta e la maggioranza al Comune di Torino si sono rimboccati le maniche e oggi, a un anno e mezzo dall’ingresso, arriva dalla giustizia contabile la conferma che la strada intrapresa è quella corretta.

Ciò nonostante le pessime condizioni economiche in cui la città è stata consegnata al MoVimento 5 Stelle, cosa che avviene praticamente ad ogni nostra amministrazione, tanto che una nota testata economico-finanziaria parlò di un MoVimento “specializzato nel risanare i conti”.

“Non abbiamo mai nascosto le difficoltà ma, anzi, ci siamo sempre impegnati da un lato in un’operazione di trasparenza e dall'altro nel lavoro di revisione dei disallineamenti per risanare i conti, pur garantendo i servizi ai cittadini” ha commentato la prima cittadina di Torino.

Ma non solo risanamento, nei Comuni amministrati dal MoVimento da più anni gli effetti cominciano a vedersi direttamente nelle tasche dei cittadini, col calo delle tasse.

Date una medaglia a Di Battista. Strepitosa intervista da Floris


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5 Stelle in piazza pretendono le dimissioni di De Luca


Candidati e militanti del M5S Campania guidati dalla capogruppo Valeria Ciarambino hanno svolto un flash mob davanti al palazzo della Regione Campania di via Santa Lucia per chiedere le dimissioni del presidente Vincenzo De Luca, padre di Roberto, indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la gestione dei rifiuti.


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“Chiediamo con forza le dimissioni non soltanto del figlio del governatore, Roberto, ma anche di Vincenzo de Luca, principale responsabile di quello che sta emergendo,” ha detto Ciarambino che ha aperto il sit-in di protesta.

Con lei erano presenti vari attivisti del Movimento, i quali erano muniti di bandiere e megafoni e hanno chiesto a gran voce le “dimissioni” di De Luca.

Tutti insieme hanno impugnato i propri smartphone e i propri tablet e hanno fatto partire il video dell’inchiesta di Fanpage sui rifiuti che vede coinvolto il figlio di De Luca, dirigendo i display verso la finestra dell’ufficio di De Luca senior, riporta Il Mattino.

Roberto Fico, deputato uscente del M5S proveniente dalla Campania, è intervenuto durante il flash mob: “La famiglia De Luca è patriarcale, il figlio senza il padre non si muove se c’era un sistema di tangenti corruttivo sono certo che il padre ne sia stato ben informato anche perchè è lui che gestisce gli assessorati e chi controlla la Sma,” ha detto.

Mentre veniva trasmesso il video di Fanpage, un altro gruppo di attivisti pentastellati svolgevano un flash mob davanti al Municipio di Salerno, città in cui il figlio di De Luca era assessore (prima di dimettersi in seguito alle rivelazionid di Fanpage.

Valera Ciarambino ha dichiarato: “Vogliamo che le dimissioni annunciate dall’assessore De Luca non siano soltanto una sceneggiata per allontanare l’attenzione. Questa mattina nelle mail di tutti i consiglieri regionali abbiamo trasmesso una mozione di sfiducia a Vincenzo De Luca. Non si può consentire a questo presidente di liquidare tutto con una battuta, eludendo domande fondamentali. Perchè suo figlio, assessore al bilancio del Comune di Salerno, trattava per conto della Regione lo smaltimento di lotti di ecoballe con un ex camorrista camuffato da imprenditore?”

Giorgia Meloni mente sul finanziamento pubblico ai partiti: ecco il video che la sbugiarda. DIFFONDETE

«Meloni mente sul finanziamento pubblico ai partiti. Meloni mente, ha sempre mentito. Dice di combattere l’austerità europea, ma ha ...