giovedì 28 giugno 2018

“Salta tutto se non farete come diciamo noi” Così Conte andrà oggi a Bruxelles al Consiglio Europeo



È una partita importante quella che si gioca oggi l’Italia al Consiglio europeo di Bruxelles.



Con il premier Giuseppe Conte che, sulla scia di un Salvini molto aggressivo, va in Europa cercando il dialogo ma dettando una proposta organica sull’immigrazione.

Un tentativo di rialzare la testa dopo anni di politica sdraiata della sinistra, forte anche del precedente dell’approdo della nave Lifeline a Malta, anche se sull’esito si allungano molte ombre perché l’Italia è pronta a bloccare le conclusioni sulla parte migratoria se nel testo non verrà inserito il concetto di responsabilità condivisa sui salvataggi in mare.

Mentre Conte si appresta a dialogare con la Ue, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato ad attaccare il presidente francese Emmanuel Macron: «Fa il matto perché è al minimo della sua popolarità del suo Paese». Un carico ulteriore dopo quanto aveva già detto in un’intervista alla Cnn: «Macron parla di valori ma non li riconosce. Per questo non ha lezioni da dare all’Italia. Con le belle parole non abbiamo mai ottenuto niente. In questo mese di governo, con le nostre azioni siamo riusciti a farci ascoltare».

Le mosse del governo sono monitorate con occhio vigile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ieri – nel giorno in cui Conte ha riferito a Camera e Senato in vista del vertice Ue di oggi e del suo imminente viaggio a Washington da Trump – ha ricevuto al Quirinale il presidente del Consiglio e una delegazione del governo. Che ha incassato anche una risoluzione di maggioranza presentata da M5s e Lega e approvata alla Camera (Fi si è astenuta e Fdi ha tentato invano di far passare una mozione sul blocco navale). Ma oltre ai dieci punti in materia di immigrazione previsti dal documento, tra cui la modifica del regolamento di Dublino e l’apertura di centri di accoglienza anche in altri Paesi, Conte ha affrontato in aula temi diversi, sul fronte difesa e sicurezza, lavoro, sviluppo e competitività.

L’Italia si presenta al vertice «con la forza e la consapevolezza di un governo che in Europa parla con una voce sola, ferma e risoluta», ha detto il premier. Il tema principale di oggi sarà quello di andare oltre Dublino: il criterio del Paese del primo arrivo va superato perché inadeguato, dal momento che solo il 7% dei migranti sono rifugiati. E anche se «l’Italia da anni salva l’onore dell’Europa nel Mediterraneo», una cosa è salvare vite umane, un’altra farsi carico di tutti, perché «le coste italiane sono coste europee»: «Gli obblighi di salvataggio non possono diventare un obbligo di processare le domande di asilo per conto di tutti». Cambiare si può e il nostro Paese, per Conte, merita una risposta comune al fenomeno migratorio. Di più: «L’Italia può contribuire a rendere questo appuntamento uno spartiacque, un punto di svolta e di cambiamento per l’Europa».

Non solo migranti. A Bruxelles il premier affronterà anche temi economici, chiedendo all’Europa una maggiore equità fiscale e di mandare un segnale sul fronte economico e dei conti pubblici. Perché i dati Istat sulla povertà «ci obbligano a dare risposte concrete». Per piegare l’Europa alla linea italiana sull’immigrazione il premier potrebbe fare leva sulla vicenda delle sanzioni alla Russia: «Non ci dovrà essere nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni».

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