lunedì 26 giugno 2017

La Gabanelli incastra il governo con questo video. Il PD deve rispondere a tutti gli italiani


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Milena Gabanelli ha presentato ieri sera su Rai Tre una nuova puntata di “Report“. Nel corso dell’appuntamento si è parlato dell’uso dei voucher nel nostro Paese, del money transfer e dei lingotti d’oro come forma d’investimento. La conduttrice ha introdotto la prima tematica spiegando che i

 lavori si facevano a nero una volta, mentre ora esistono i voucher. Si doveva legalizzare un certo tipo di lavoro nero, e per questo sono stati inventati, ma è andato tutto al contrario e magari c’è anche il datore di lavoro che se li tiene in tasca e li tira fuori solo in caso di problemi. Quest’anno un milione e mezzo di lavoratori sono stati pagati così. Ma se l’assicurazione si attiva solo in caso di incidente, cosa ne sarà delle casse dell’Inail?

Il voucher non è altro che un buono lavoro. Ma cos’ha a che vedere con il lavoro nero? Il lavoro nero cronico c’è da sempre e nel 2015 la storia è questa, quella dei ragazzi che studiano e svolgono lavori occasionali in cambio di buoni voucher. I datori di lavoro sono tranquilli perché sanno di aver già la tassa pagata e se qualcuno si fa male è tutto coperto dall’assicurazione. Adesso anche nella ristorazione si può usare il voucher, che si compra in tabaccheria e sempre in tabaccheria si incassa da parte del lavoratore. La commissione per ogni operazione è di 1,70 euro e l’aggio della tabaccheria è 60 centesimi. Al lavoratore di quei dieci euro ne vanno 7,50 e ogni voucher corrisponde a un’ora di lavoro. Il proprietario di un ristorante fa sapere che tanto di ragazzi pronti ad andare a lavorare a queste condizioni ce ne sono in abbondanza. I voucher erano nati per coprire qualche ora di lavoro di baby sitter o lavoratori nelle campagne, ma ora sono stati estesi a moltissimi settori.
All’estero invece cosa succede? In Inghilterra esiste un contratto a zero ore che serve a favorire l’avvio delle imprese. Il rovescio della medaglia però è l’abuso che se ne può fare. Il contratto a zero ore non prevede contratto nè assunzione e spesso le aziende ne fanno un uso che va oltre quello legittimo che se ne dovrebbe fare. I lavoratori hanno bisogno di soldi e quindi accettano di essere pagati un tot alla settimana.
Per legge c’è un limite di 1000 euro a settimana per il money tranfer. Nel 2014 sono usciti diversi miliardi di euro, verso quali Paesi vanno? Che controllo c’è sulle operazioni di money voucher e quanto è uscito esattamente dal nostro Paese nell’ultimo anno ci è stato spiegato nel servizio dedicato. Nel 2014 solo da Parma sono partiti 280.000 euro verso gli Emirati Arabi. Sebastiano Barbato della Guardia di Finanza ha spiegato che nel 43% dei casi su tutti quelli controllati sono state riscontrate irregolarità nei money transfer. In uno dei più importanti money transfer d’Italia pare sia stato proprio il gestore a spiegare ai propri impiegati come superare i limiti imposti dall’istituto di pagamento, inserendo date di nascita magari inventate completamente, allo stesso nominativo. Le statistiche della Banca d’Italia parlano di 5,3 milioni di euro trasferiti dall’Italia verso l’estero, mentre secondo la World Bank si tratterebbe di 15 milioni. La differenza è così importante perché oltre alle rimesse in senso stretto la Banca Mondiale va a considerare anche donazioni, redditi da lavoro stagionale e quindi le stime sono molto più ampie. Inoltre banca d’Italia si basa sui dati comunicati su base volontaria dai singoli money transfer, che se non vogliono mandare questi dati possono farlo tranquillamente. Il governo questa settimana ha deciso che per il money tranfer il tetto del contante resterà a 1000 euro, perchè qui il rischio di riciclaggio c’è.
Per chi vuole mettere al sicuro i propri risparmi ci sono ora i lingotti d’oro. 100.000 risparmiatori hanno investito in una società che garantisce anche l’anonimato, ma esistono davvero questi lingotti? Ivana Ciabatti, Amministratore di Italpreziosi spa sottolinea che non tutti gli italiani sanno che possono investire in lingotti d’oro il proprio patrimonio. In ogni caso non ce ne sarà per tutti. Ma allora tutte queste società che fioriscono e che propongono investimenti in oro, da dove lo prendono? Questa è la domanda alla quale si è cercato di rispondere a Report.

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