giovedì 2 agosto 2018

Immigrati, i numeri danno ragione al Governo: sbarcati 30mila profughi in meno



«Primi due mesi del nuovo governo, gli sbarchi di immigrati sono diminuiti di oltre 30.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, da 34.987 a 4.960. Volere è potere, dalle parole ai Fatti!



 Possono insultarmi, attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mi fermo perché lavoro per il bene degli italiani, e so che voi siete con me. Avanti, col sorriso e senza paura». Con queste parole, su Facebook, il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta i dati relativi agli sbarchi di immigrati sulle coste italiane. Numeri che ovviamente non possono che essere ritenuti un primo, importante risultato per il lavoro del nuovo governo. Analizzando in particolare i dati di luglio si può constatare come le persone sbarcate sono state 1737 unità contro le 11mila del 2017 e le 23mila del 2016, riproponendo lo stesso trend di giugno (3mila contro 23mila) e maggio (4mila contro 23mila).

L'Austria 'tifa' Italia
Non solo numeri, però. In queste ore l'Austria - che guarda ormai con sempre maggior interesse le politiche sull'immigrazione dell'Italia - ha chiesto all'Ue di «proteggere le frontiere esterne», puntando a «rafforzare Frontex» per «mandare un segnale ai migranti». Il rischio, altrimenti, è che «senza un'adeguata protezione crolli Schengen». A parlare è l'ambasciatore di Vienna in Italia René Pollitzer alla Commissione Affari Esteri della Camera, illustrando le priorità del semestre di presidenza austriaca dell'Unione europea. «Schengen è una conquista importante dell'Ue che vogliamo mantenere, ma possiamo mantenerla solo se funziona la protezione delle frontiere esterne. Se non funziona, è prevedibile che molti paesi torneranno a misure nazionali», ha avvertito l'ambasciatore, ritenendo «importante» che su questo aspetto «la compattezza dell'Unione venga mantenuta».

La questione delle ripartizioni dei migranti
E se «la ripartizione dei migranti all'interno dell'Ue è stata a lungo dibattuta» senza che l'Unione europea sia riuscita a «trovare una soluzione», uscendone «spaccata», la protezione delle frontiere esterne - secondo l'ambasciatore Pollitzer - «resta un intervento importante, anche se non l'unico: credo che focalizzarsi su questo sia la strada giusta», ha insistito il diplomatico. A questo proposito, Pollitzer ha confermato che l'Austria è «favorevole» al «rafforzamento di Frontex» con «il mandato chiaro di garantire le frontiere esterne e dare un segnale: nessuno deve farsi illusioni, bisogna evitare che i migranti intraprendano un viaggio pericoloso verso l'Europa, a bordo di imbarcazioni pericolose, quando non vi è alcuna aspettativa» per loro.

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