martedì 2 ottobre 2018
Il cda della Rai dovrebbe disdettare il contratto milionario con Fazio: quanto costa Cottarelli?
La Commissione di Vigilanza della RAI dovrebbe chiedere al CDA della RAI di promuovere al più presto l’iter per disdettare il contratto in essere, voluto dal PD di Renzi, con Fazio.
Basta con gli sprechi!
Basta con gli emolumenti milionari della RAI a Fazio.
Basta con la propaganda ‘faziosa’ e senza contradditorio del duo Fazio-Cottarelli.
Non c’è bisogno di attendere cosa ci dirà Cottarelli!
Conosciamo la sua solfa ancor prima di sentirlo: verrà a parlarci, tutto contento, dello spread in aumento che genera maggiori costi per le finanze nazionali.
Ci verrà a dire che il Reddito di Cittadinanza è bene che non veda la luce perché si tratta di una spesa e non di un investimento che produce nuovi posti di lavoro.
Continuerà a cercare di produrre lo spauracchio per la prossima pronuncia delle famigerate agenzie di rating, i cui giudizi si sa che sottendono motivazioni politiche: chi mai potrà credere alla loro neutralità politica?
Continuerà con le conseguenze catastrofiche della riforma della legge Fornero.
Per poi proseguire – ma non concludere… ipotizziamo – con la demolizione della ‘flat tax’, perché provocherebbe minor gettito fiscale per le casse dello Stato a tutto vantaggio di chi ha redditi più alti.
Farà di tutto per demonizzare e demolire la legge finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso.
Ha accumulato tanto di quel rancore contro i 5S e la Lega perché non ha potuto fare il Presidente del Consiglio di Lor Signori, che già se lo vedevano in carica, che la bile tracima in quantità illimitata ed è incontenibile.
Mister Spending Review, dovrebbe cominciare da se stesso a tagliare i costi, il cui reddito complessivo anni viaggia sui 30 mila euro al mese, cui bisognerà aggiungere quanto guadagnerà dalla RAI con Fazio. O altri extra eventuali di cui non sappiamo.
lunedì 1 ottobre 2018
Dalla Finocchiaro a Bertinotti, ecco alcuni pensionati d'oro a cui verrà tagliato il privilegio.
Pensioni d'oro, un esercito di parlamentari che prendono anche la pensione per la loro professione (non svolta) di sindacalisti-giornalisti-professori
Uno dei casi più eclatanti è quello di Anna Finocchiaro. Dopo 31 anni di vita parlamentare (è stata deputata, senatrice e anche due volte ministro), l'esponente Pd è tornata infatti alla sua carriera di magistrato. Forte di un vitalizio di 9mila euro lordi al mese come servitrice dello Stato, lavorerà ancora qualche anno per portare a casa anche la pensione da magistrato. Pensione che non sarà di poco conto visti anche gli avanzamenti di carriera avuti in questi 31 anni mentre svolgeva un altro lavoro, quello di parlamentare.
Beata lei, sì, ma chi ha pagato questa pensione? Chi ha versato i contributi della Finocchiaro (e di tanti altri) se la Finocchiaro li versava come parlamentare? Lo spiega La Verità, in un lungo articolo in cui rivela le pensioni d'oro dei tanti politici e giornalisti-sindacalisti-magistrati-professori.
La risposta purtroppo è molto semplice: a pagare siamo noi. Già, perché i contributi cosiddetti figurativi, che queste persone hanno maturato e che riscuoteranno nell'assegno pensionistico, sono appunto solo nominali, ovvero regalati dallo Stato.
E la Finocchiaro è in buona, e nutrita, compagnia. La Verità fa infatti l'elenco dei pensionati d'oro, e a scorrerlo si capisce come si arrivi ai 150 milioni che, stando al presidente dell'Inps, Tito Boeri, ci costa ogni anno questo esercito di super-pensionati.
Partimo dai giornalisti. Clemente Mastella, 6.900 euro lordi di vitalizio, dal 2000 incassa anche la pensione maturata per il suo lavoro di ben 396 giorni da giornalista Rai.
Come lui, Gianfranco Fini, Massimo D'Alema, Claudio Petruccioli (ex direttore dell'Unità), Francesco Storace, Paolo Bonaiuti e Marco Follini. Non sappiamo però quanto ci siano costati perché l'lnpgi, la cassa di previdenza di categoria, ha sempre custodito gelosamente le liste dei contributi figurativi richiesti.
Stesso discorso per i professori universitari. Romano Prodi, per esempio, prende tre pensioni, per un totale di 14.000 euro lordi: la pensione che percepisce da ex docente (4.246 euro lordi) è fondata anche su contributi figurativi? Probabile, anche se non è dato sapere.
Paolo Cirino Pomicino, ex ministro, con vitalizio di 5.573 euro netti, percepisce anche una pensione da medico, per dieci anni di lavoro al Cardarelli di Napoli fra il 1966 e il 1976. "È vero, prendo 2.600 euro netti al mese come medico - ha detto - ma ho riscattato gli anni della laurea. E ho versato una parte dei contributi, accanto a quelli figurativi pagati dallo Stato".
Non si hanno dettagli dei contributi figurativi neppure per Antonello Soro, attuale presidente dell'Authority per la Privacy, che allo stipendio da 20.000 euro al mese somma un vitalizio da ex consigliere regionale (5.371 euro lordi) e una pensione da ex medico ospedaliero, per l'appunto, da 6.000 euro lordi al mese.
Luciano Violante prende da magistrato 7.300 euro lordi, 4.700 netti, pur avendo svolto la professione solo 13 anni e un vitalizio da parlamentare di 5.800 euro netti. Publio Fiori arriva a prendere 22.000 euro netti al mese, grazie all'agevolazione fiscale per le vittime del terrorismo e al riconoscimento di una ricca pensione ex Inpdap da avvocato di Stato (14.590 netti). Vincenzo Scotti, l'ex Tarzan della Dc, è entrato nel palazzo 1968 e ci è uscito soltanto nel 2011: prende anche una pensione da dirigente industriale da quasi 3.000 giuro al mese. E i contributi?
Discorso a parte meritano i sindacalisti. Per loro infatti fu varata una famosa legge nel 1974 che di fatto ha regalato la pensione, a 40.500 dirigenti del sindacato e funzionari di partito. Uno scherzetto che, secondo alcuni calcoli, sarebbe costato alle casse dell'lnps 10 miliardi. Il libro-inchiesta "L'altra casta" di Stefano Livadiotti cita fra gli altri beneficiari Franco Marini, Fausto Bertinotti, Pietro Larizza, Ottaviano Del Turco.
Il Premier Conte: "La Manovra del Popolo segna la svolta per il rilancio del Paese. E il cambiamento è appena iniziato"
“Oggi, a distanza di 120 giorni, sono orgoglioso di quello che, insieme a tutta la squadra dei ministri, stiamo facendo per il Paese e gli italiani. Dai provvedimenti normativi approvati alle misure predisposte per le varie emergenze che abbiamo dovuto fronteggiare.”
Così Giuseppe Conte in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.
“Mi riferisco – sottolinea – non solo alla questione migranti, ma all’incidente di Bologna, ai fatti di Foggia, al crollo del Ponte Morandi per il quale, nelle prossime ore, formalizzerò la nomina del commissario per la ricostruzione.”
“Questo è un governo – dichiara il presidente del consiglio – che ha messo gli ‘ultimi’ al centro delle proprie politiche, accogliendo e garantendo protezione a chi scappa da guerre o da persecuzioni, creando i presupposti per ridare dignità ai lavoratori, per sollevare dalla povertà milioni di italiani, per ripristinare sicurezza e legalità, per assicurare davvero il diritto alla salute a tutti e non lasciare ai margini nessuno.”
“Abbiamo approvato – ricorda – il decreto dignità, lo #spazzacorrotti, il decreto sulla sicurezza e l’immigrazione. Abbiamo approvato interventi urgenti per i terremotati del Centro Italia e di Ischia. Abbiamo gettato le basi per una manovra seria e coraggiosa, che guarda alla crescita nella stabilità dei conti pubblici. ”
“Una manovra – sottolinea – che vuole offrire una risposta alla povertà dilagante, ai pensionati, alle famiglie, ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie, che non taglia un euro al sociale né alla sanità. Una manovra che inizia ad abbassare le tasse e che scommette sul più grande piano di investimenti della storia repubblicana. Una manovra che segna la svolta per il rilancio del Paese e lo sviluppo sociale.”
“Con il Governo del Cambiamento abbiamo ridato protagonismo e credibilità all’Italia in Europa e nel mondo. L’amicizia con gli Usa e con Trump, i vertici dei Consigli europei. A ottobre mi recherò a Mosca per incontrare Putin, mentre a metà novembre in Sicilia terremo una importantissima conferenza sulla Libia. Sono trascorsi solo quattro mesi. Abbiamo cinque anni davanti a noi e tanto da fare. Il Cambiamento è appena iniziato.” conclude.
Pensa che pollo è Renzi! Sono riusciti a fregarlo anche quelli di ‘Scherzi a parte’! Cosa gli hanno fatto credere
Da www.ilmessaggero.it
Renzi vittima di Scherzi a parte: «Il tuo programma Florence non si fa più»Renzi vittima di Scherzi a parte. L’ex premier credeva di dover girare una scena di ‘Florence’, il suo documentario su Firenze, e invece è finito nella rete del programma televisivo di Canale 5. Complice dello scherzo, come riporta oggi la cronaca fiorentina de La Nazione, Lucio Presta che con la sua Arcobaleno Tre produce il docufilm nel quale l’ex presidente del Consiglio riveste il ruolo di narratore.
Renzi è stato convocato ieri mattina in un ristorante sulle colline di Firenze con la scusa di girare alcune riprese con alle spalle uno sfondo tipicamente toscano, con vigne e ulivi. Sul posto anche lo stesso Presta. Prima di iniziare le riprese, è arrivata lo burla. All’ex segretario Pd è stato infatti detto che tutte le riprese del docufilm fatte fino a oggi erano inutili, e che Florence «non si fa più». Per conoscere la reazione dell’ex premier alla notizia occorrerà però attendere la messa in onda della puntata di Scherzi a parte, in programmazione nel mese di novembre.
PICIERNO CHE SCHIFO! La parassita PD sputa sui disoccupati e gli aiuti previsti per loro dal governo
In diretta dalla manifestazione del Pd in piazza del Popolo a Roma, l’europarlamentare democratica, Pina Picierno, ha pubblicato sul suo profilo Twitter un messaggio poi cancellato dopo pochi minuti:
“Condoni a chi non paga le tasse, sussidi anche a chi non ha voglia di lavorare e futuri debiti per i nostri figli”.
“Condoni a chi non paga le tasse, sussidi anche a chi non ha voglia di lavorare e futuri debiti per i nostri figli. Contro questa follia combatteremo in Parlamento e nel Paese”. Questo il contenuto di un post pubblicato sulla propria bacheca Twitter dalla europarlamentare democratica Pina Picierno, in piazza a Roma in occasione della manifestazione del Pd a piazza del Popolo, poi cancellato dopo pochi minuti.
Picierno ha così additato tutti coloro che dovrebbero essere i destinatari del reddito di cittadinanza, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, come persone che “non hanno voglia di lavorare” ed è probabilmente per questo che il messaggio è stato eliminato prontamente dal social network. L’europarlamentare si trova a piazza del Popolo a Roma dove è in corso la manifestazione del Pd contro il governo di Lega e M5S e la recente Manovra, alla presenza di 50mila persone secondo gli organizzatori e dei big del partito, dal segretario Maurizio Martina all’ex premier Matteo Renzi.
Borse, spread e disoccupazione? Tutti muti, aveva ragione Savona: i gufi maledetti smentiti dai numeri reali
Manovra, Borse in ripresa e spread sotto 270. L’Istat: l’occupazione torna a crescere
I dati vanno tutti in direzione di un trionfo della linea di Matteo Salvini e Paolo Savona al governo.
Dopo il venerdì nero seguito all’approvazione della nota di aggiornamento del Def, oggi lunedì primo ottobre Piazza Affari segna un +1% e prosegue in stabile rialzo. La Borsa di Milano procede in territorio positivo in linea con gli altri listini del Vecchio Continente mentre i futures americani sono in rialzo dopo l’accordo tra Usa-Canada-Messico. Frena lo spread tra Btp e Bund che si attesta a 269 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,18%.
Savona lo aveva detto: il deficit al 2,4 per cento è sostenibile, il debito scenderà grazie al Pil destinato a crescere del 3%. “È ragionevole pensare”, aveva spiegato il ministro, “che nel solo 2019 si possa raggiungere un aumento degli investimenti nell’ordine di almeno l’1 per cento di Pil, di cui la metà su iniziativa dei grossi centri produttivi di diritto privato dove lo Stato ha importanti partecipazioni”. Ora Claudio Borghi commenta: “Nel caminetto della Borsa stanno ricomponendosi i miliardi in precedenza bruciati”.
E mentre le Borse aprivano l‘Istat ha comunicato gli ultimi dati sull’occupazione:dopo il calo dei due mesi precedenti, la stima degli occupati ad agosto 2018 torna a crescere (+0,3% su base mensile, pari a +69 mila unità), col tasso di occupazione che raggiunge il 59 per cento. La crescita dell’occupazione rispetto a luglio, indica l’istituto, riguarda donne e uomini e si distribuisce tra le persone maggiori di 25 anni.
Nell’ultimo mese si stima una crescita dei dipendenti: i permanenti recuperano parzialmente il calo dei due mesi precedenti (+50 mila a 14,9 milioni, +0,3%), quelli a termine continuano a crescere (+45 mila a 3,14 milioni, +1,5%), mentre calano gli indipendenti (-26 mila a 5,32 milioni, -0,5%). Nei dodici mesi la crescita occupazionale si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+12,6%, +351 mila), in lieve ripresa anche gli indipendenti (+0,2%, +11 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-0,3%, -49 mila).
“E ADESSO CAMBIAMO L’EUROPA” Il ministro Savona indossa l’elmetto e dichiara guerra ai parassiti di Bruxelles
Paolo Savona, ministro agli Affari Esteri, è favorevole alla manovra. Lo ha riferito durante un’intervista per la testata Rai Parlamento, in cui dichiara tutto il suo sostegno al governo gialloverde,
che ha innalzato il deficit al 2,4% del pil per tre anni. Una battaglia, dunque, contro l’Ue che aveva intimato al Paese di non andare oltre l’1,6%. “All’Unione europea non chiedo flessibilità, ma la distinzione tra spese correnti e spese d’investimento. Bisogna riconoscere che quando uno fa un investimento lo fa nella propria ricchezza che resta e quindi va trattato contabilmente in modo diverso”.
Non c’è perciò – secondo il ministro – alcun problema paventato da importanti autorità. “L’unico ostacolo per l’Italia è il debito pubblico, sottoscritto a condizioni più onerose degli altri anche se non ci sono problemi di insolvenza”. Occorre dunque “garantire il sistema da attacchi speculativi ingiusti“, perché “non dovremmo pagare alcuno spread”. “Ora manca solo il perfezionamento delle norme ed è il lavoro che si farà in questi giorni” spiega. Il Trattato di Maastricht – è convinto il ministro – non ha funzionato. L’Europa continua a crescere meno del resto del mondo e Paesi con problemi come l’Italia sono in difficoltà per crescere di più e rispettare i parametri. “Bisogna rivedere quegli accordi e puntare sugli investimenti perché si sono posti tanti di quei vincoli che il sistema non ha funzionato. Ridiscutiamone – invita Savona – perché stiamo portando l’Europa in una situazione di conflitto”.
“O SEI SCEMA O SEI COMPLICE, SCEGLI TU” Finalmente tappata la bocca alla Fornero e alle balle di regime che raccontano da anni
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Duro scontro a Stasera Italia su Retequattro tra l’ex ministro del Governo Monti Elsa Fornero e l’economista Antonio Maria Rinaldi. Il tema era quello delle pensioni, collegato alla manovra a cui il governo sta lavorando. Dalla Palombelli la Fornero ha recitato la solita formuletta dell’Italia “sul baratro” sostenendo che “dovevamo trovare i soldi per il giorno dopo”.
Senza appello la replica di Rinaldi, che all’ex titolare del Welfare ha risposto “mi rifiuto di pensare che un Paese come l’Italia dovesse trovare i soldi per il giorno dopo. E’ una cosa impossibile”. Poi, però, Rinaldi ha voluto fare una concessione alla Fornero: “Guardi, a me spiace dire queste cose, anche perchè so che lei è una persona preparata e professionale. Credo, però, che lei abbia fatto a sua insaputa il lavoro sporco che qualcun altro, che ben sapeva come stavano le cose, le ha chiesto di fare”.
"Ecco perchè tutto il mondo cercherà di far cadere il Governo italiano" il Prof. Malvezzi lancia un allarme agli italiani
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"Una manovra di sinistra" che tutti i giornali internazionali attaccano. Ecco perché sta per arrivare un grande attacco speculativo
Di Maio da Giletti: "Ricorsi vitalizi? Non hanno speranze. Manovra? Chi la critica non conosce realtà degli italiani"
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“I ricorsi contro i tagli dei vitalizi non faranno una bella fine”.
Così il vicepremier Luigi Di Maio ospite a “Non è l’Arena”, su La7.
“Quei signori – dichiara – della prima repubblica hanno fatto l’autodichia, cioè quando mandano un ricorso e chiedono diritti, sono giudicati da un organo che loro hanno voluto fosse politico con cui si sono sempre blindati in questi anni. Adesso questo organo non è più in mano a loro.”
“Noi siamo una squadra – afferma riferendosi al governo conte – che finché resta unita farà sempre grandi cose e anche dalle parole di Giovanni Tria viene fuori il senso della squadra che ha messo al centro del tavolo non il 2,4 per cento ma le persone. Abbiamo fatto i conti e abbiamo partorito il 2,4 per cento.”
“Salvini sa – dice il leader pentastellato sul rapporto Salvini-Berlusconi – che una cosa che non mi deve mai chiedere sono le garanzie per Berlusconi, non ci sono garanzie da dare. Altrimenti facciamo come quelli di prima.”
“I governi Letta, Renzi e Gentiloni – sottolinea Di Maio riferendosi alla manovra – hanno fatto 192 miliardi di euro di debiti, ora questi rompono perché con 10 miliardi possiamo mandare in pensione un po’ di gente e dare lavoro a chi sta nel letto in depressione perché non lo trova da tre anni? Sentirmi fare la morale da questi non è possibile.”
Durante una diretta Facebook poco prima di essere intervistato a La7, risponde così alle critiche sulla manovra: “Si dice che questa manovra stia pesando sulle spalle giovani ma il reddito è un percorso dedicato a tanti ragazzi che stanno lavorando a 300-400 euro al mese in un centro commerciale, in un negozio, e noi gli vogliamo dare una nuova chance. Ma che ne sa tutta questa gente che tifa solo per lo spread, per le banche e borse della sofferenza di questi ragazzi?”
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