lunedì 3 luglio 2017
BOOM! STRAORDINARIA VITTORIA DEL M5S MA NESSUN TG O GIORNALE NE PARLA. ECCO COSA E’ SUCCESSO
LINK SPONSORIZZATO
di MoVimento 5 Stelle Campania
L’articolo che introduceva nuovi privilegi della casta è stato cancellato dalla legge di stabilità. Ci
hanno provato a farsi il regalo di Natale, ma li abbiamo smascherati e oggi li abbiamo costretti a fare marcia indietro. Quando con un blitz in Commissione Bilancio, la maggioranza di De Luca ha inserito nella legge di stabilità un intero articolo per consentire a consiglieri regionali e assessori di godere dello stesso trattamento pensionistico dei parlamentari dopo una sola consiliatura, ci siamo battuti con ogni mezzo, provando a cancellare quella vergogna a suon di emendamenti e denunciandola.
Non erano preparati a una forza politica che si opponesse con forza a un privilegio di cui avrebbe lei stessa beneficiato. Di solito, quando si tratta di difendere i propri privilegi la casta si compatta, e lo abbiamo visto dal silenzio-assenso del centrodestra in Commissione Bilancio. Se non ci fosse stato il M5S tutto sarebbe passato sotto silenzio e quell’articolo sarebbe stato approvato. E così, oltre alla pensione maturata dopo soli 4 anni 6 mesi e 1 giorno di consiliatura per consiglieri e assessori, chi dei consiglieri regionali già godeva del vitalizio o magari pure del doppio vitalizio, avrebbe aggiunto a quell’assurdo privilegio pure la “pensione”. Se oggi quell’articolo è stato cancellato non è certo perchè De Luca, come annuncia senza nessuna credibilità, vuole essere un esempio di rigore spartano nè perchè il Pd ha capito che la Campania non ne può più di una politica che si occupi più dei propri privilegi che dei tanti problemi che vivono i cittadini, ma è solo perchè grazie al M5S i cittadini hanno potuto sapere quello che stava accadendo e la casta, avendo perso la faccia, ha provato a mettere una pezza a colori.
Siamo fieri di aver difeso l’interesse dei cittadini, di aver portato nel Consiglio regionale della Campania la voce di chi deve sgobbare una vita intera per pensioni da fame o di chi la pensione non l’avrà mai. Finchè ci sarà il M5S nelle istituzioni sarà così, la casta si rassegni
Terremoto PD. Il “Super-Sindaco” del PD è indagato ma nessuno lo dice, come mai?
LINK SPONSORIZZATO
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è indagato dalla Procura generale di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta riguardo a un appalto per la fornitura di alberi a Expo. Sala è già indagato per falso
materiale e ideologico per una presunta retrodatazione del documento che consentì di cambiare in corsa due commissari incompatibili della gara per la cosiddetta ‘Piastra’. Proprio nel capitolato di quest’ultima era compresa la fornitura del ‘verde’. Interessamenti politici regionali, volti a non far restare fuori il mondo dei vivaisti lombardi – si legge tra l’altro nell’articolo – avrebbero determinato lo scorporo dell’appalto per gli alberi. L’accusa sostiene che si sarebbe dovuto riformulare la gara.
Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/06/23/expo-sala-indagato-per-turbativa-dasta_5d5e5e72-63d0-405b-bd0c-40c5b3ad09e2.html
La porcheria in Parlamento Tagli ai vitalizi? Salta tutto: cos'hanno il coraggio di fare
LINK SPONSORIZZATO
Toh, che strano: alla Camera i deputati non hanno voglia di affrontare, subito, la riforma che taglia i
loro vitalizi. Il testo di legge proposto dal dem Matteo Richetti, dopo aver avuto l'ok con modifiche in Commissione Affari costituzionali, è atteso in aula a Montecitorio per l'11 luglio, ma come spiega Il Messaggero la data più probabile visto il fitto calendario dei lavori è la settimana successiva. In realtà, molti dei diretti interessati ritengono che alla fine si troverà un modo per far slittare il tutto a dopo le vacanze, a settembre, con fortissimi timori che la legge finisca insabbiata, ancora una volta.
Manca la relazione tecnica sulla fattibilità del nuovo sistema, richiesta dalla commissione Bilancio al Ministero del Tesoro. Dall'Inps si dicono disponibili a fornire le stime necessarie, ma non subito: serve tempo. Di tempo però ce n'è poco, perché la data cruciale è il 14 settembre, quella in cui i deputati in carica alla loro prima legislatura maturano il diritto al vitalizio. La verità è che le maggiori resistenze, per ora, arrivano proprio dal Pd: i deputati meno renziani (o anti-renziani, direttamente) rifiutano di inseguire il Movimento 5 Stelle su una battaglia che non giudicano, ovviamente, prioritaria. I dubbi sono però trasversali e soprattutto arrivano fino a Palazzo Madama, dove i numeri per la maggioranza sono ancora più risicati e basta che qualche senatore si metta di traverso per far saltare tutto.
Il terrore di molti ex deputati diventati senatori, a sentire la grillina Laura Bottici, uno dei questori di Palazzo Madama, è di "perdere tutto" quanto acquisito negli anni precedenti. E poi ci sono la legge elettorale e la finanziaria, che già in estate prenderanno il sopravvento su tutto il resto. Un ottimo alibi.
ULTIM'ORA - M5S SUL DEBITO PUBBLICO ED EURO, ECCO COSA STA SUCCEDENDO
Di Maio: "PRIMA ABBATTIAMO I TABÙ E VINCIAMO LA RESISTENZA A METTERE IN DISCUSSIONE ALCUNI DOGMI POLITICO-ECONOMICI, PRIMA RICOMINCIAMO A VOLARE."
LINK SPONSORIZZATO
Il dibattito sul debito e sulla moneta unica va “deideologizzato", così da poter sviluppare percorsi alternativi per permettere ai Paesi dell’Eurozona di rinascere, in particolare all’Italia.
In tutte le università del mondo si discute sul debito pubblico, ci si chiede se sia etico e giusto ridurlo o quale sia la soglia ideale a cui si dovrebbe attestare. Nelle istituzioni politiche, invece, si continuano ad adottare le stesse uniche misure da decenni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
L’Italia, l’Europa, la loro (quindi la nostra) classe dirigente su questi argomenti si sono ammalate di “pensiero unico” e dobbiamo curarle coinvolgendo le migliori menti al mondo, favorendo il dibattito e la libertà di pensiero.
GUARDA IL VIDEO:
LINK SPONSORIZZATO
Il dibattito sul debito e sulla moneta unica va “deideologizzato", così da poter sviluppare percorsi alternativi per permettere ai Paesi dell’Eurozona di rinascere, in particolare all’Italia.
In tutte le università del mondo si discute sul debito pubblico, ci si chiede se sia etico e giusto ridurlo o quale sia la soglia ideale a cui si dovrebbe attestare. Nelle istituzioni politiche, invece, si continuano ad adottare le stesse uniche misure da decenni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
L’Italia, l’Europa, la loro (quindi la nostra) classe dirigente su questi argomenti si sono ammalate di “pensiero unico” e dobbiamo curarle coinvolgendo le migliori menti al mondo, favorendo il dibattito e la libertà di pensiero.
GUARDA IL VIDEO:
"Non parlerò mai male di Grillo" Quando Villaggio si ribellava all'informazione di regime
LINK SPONSORIZZATO
“Non voglio parlare di politica”. Così esordisce Paolo Villaggio, che provoca i giovani volontari genovesi in studio: “Non sono emozionato dall’eroismo di ha spalato fango. Ho una grandissima invidia per quello che avete vissuto. Sono nato sulle rive del Bisagno. Da giovane avevo tanta voglia di scappare ma Genova è la mia città”. E aggiunge: “È facile chiedere “di chi è la colpa?” La colpa è di chi ha lasciato che le cose andassero in questo modo”. Poi fa qualche battuta a Santoro: “Posso parlare sei minuti? La vedo già incazzato”. E sul leader del M5S, puntualizza: “Lei mi ha fatto venire qui per parlare male di Grillo, ma non lo farò mai. Ho una grande simpatia per lui”
domenica 2 luglio 2017
“COSA FAI, MINACCI?” DI BATTISTA MASSACRA MALAGO’, IL TRAFFICONE OLIMPICO CHE PRETENDE DI “CHIEDERE I DANNI” PER IL SACROSANTO NO ALLE OLIMPIADI DELLA CASTA
LINK SPONSORIZZATO
“Malagò ha detto alla Raggi: ‘Le Consiglio di non presentare la mozione’ perchè ‘gli amministratori che firmeranno quella delibera dovranno assumersi le loro responsabilità. Se non sapessimo che si
tratta di parole di un semplice coatto potremmo quasi scambiarle per un minaccia“. Lo scrive su facebook Alessandro Di Battista, deputato e membro del direttorio 5 Stelle, a proposito della reazione del presidente del Coni Giovanni Malagò che ha messo in guardia la maggioranza in Assemblea Capitolina.
“Virginia Raggi e il M5s sono stati votati al ballottaggio dal 67% dei romani- prosegue-. La stessa Raggi dichiarò in campagna elettorale che ‘oggi pensare ai giochi è da criminalì. Malagò andò su tutte le furie, pare che abbia detto a un suo collaboratore ‘Aho areggime er giacchetto’. Il mega-direttore galattico dott. Ing. President. Lup. Man. Luca Cordero di Montezemolo lo scorso 9 giugno dichiarò: se vince la Raggi saremo costretti a ritirare la candidatura per Roma 2024. Pensava di impaurire i romani, in realtà li spinse in massa a votare per noi”.
“Dov’è lo scandalo insomma?- prosegue il parlamentare 5 stelle- qualcuno si aspettava una decisione diversa? C’è chi si indigna per un ritardo del sindaco e tace di fronte all’arroganza di questi personaggi? Vi siete dimenticati chi sono questi personaggi? Vi siete dimenticati Italia ’90? Vi siete dimenticati i mondiali di nuoto? Le strutture fatiscenti? I ritardi magari creati ad hoc perchè l’emergenza è sempre redditizia? Noi onestamente no, e con noi anche il 67% dei romani”.
“E dato che noi non ci dimentichiamo- dice ancora Di Battista- vi informo che sto per depositare un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo dettagli su questi (13?) milioni di euro spesi dal comitato organizzatore di Roma 2024. E’ giusto sapere chi li ha spesi, come li ha spesi, per comprare cosa, se con questi denari sono state organizzate cene, eventi. Tutto quanto insomma. A Malagò, ‘arimettete er giacchetto’!”.
FONTE




HUFFINGTON POST
INCREDIBILE! DOPO QUESTO GESTO IL M5S POTREBBE ARRIVARE AL 51%. GUARDATE CHE HA FATTO
LA BANCA PIGNORA LA CASA DI UN MURATORE: CINQUESTELLE LA RICOMPRANO TAGLIANDOSI LO STIPENDIO
LINK SPONSORIZZATO
Il M5S restituisce la casa alla famiglia del muratore suicida #CasaImpignorabile
“La prima casa non si tocca! Il MoVimento 5 stelle alla Regione Sicilia ha restituito oggi la casa alla famiglia Guarascio, finita all’asta e passata di mano per un piccolo debito con una banca. Non saranno costretti pertanto a traslocare, la moglie ed i figli del muratore di 64 anni, deceduto per essersi dato fuoco per evitare lo sfratto dalla sua abitazione di via Brescia a Vittoria, costruita dallo stesso muratore dopo tanti anni di sacrifici.
Oggi abbiamo acquistato la casa, subito donata alla famiglia, con le somme che accantoniamo mensilmente rinunciando a gran parte del nostro stipendio. La nostra donazione è altamente simbolica, serve infatti ad accendere i riflettori sulla legge sull’impignorabilità della prima casa, (prima firmataria è la parlamentare M5S Vanessa Ferreri) attualmente ferma al Senato.
La legge è stata approvata all’unanimità dall’Ars il 22 ottobre del 2014, ma da allora ha fatto pochissima strada a Roma. E’ ora che la legge metta il turbo. Non possiamo permettere che ci siano altri casi Guarascio, cui stiamo pensando di intestare la legge. Il Bomba non faccia orecchie da mercante, eventuali prossime vittime le avrebbero sulla coscienza lui e la sua maggioranza.
Particolari della donazione e lo stato della legge a Roma saranno comunicati nel corso di un incontro venerdì prossimo alle 11 davanti alla casa della famiglia Guarascio in via Brescia 214 a Vittoria, alla presenza dei deputati regionali M5S e dei portavoce nazionali del Movimento, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.” M5S Sicilia
LINK SPONSORIZZATO
Il M5S restituisce la casa alla famiglia del muratore suicida #CasaImpignorabile
“La prima casa non si tocca! Il MoVimento 5 stelle alla Regione Sicilia ha restituito oggi la casa alla famiglia Guarascio, finita all’asta e passata di mano per un piccolo debito con una banca. Non saranno costretti pertanto a traslocare, la moglie ed i figli del muratore di 64 anni, deceduto per essersi dato fuoco per evitare lo sfratto dalla sua abitazione di via Brescia a Vittoria, costruita dallo stesso muratore dopo tanti anni di sacrifici.
Oggi abbiamo acquistato la casa, subito donata alla famiglia, con le somme che accantoniamo mensilmente rinunciando a gran parte del nostro stipendio. La nostra donazione è altamente simbolica, serve infatti ad accendere i riflettori sulla legge sull’impignorabilità della prima casa, (prima firmataria è la parlamentare M5S Vanessa Ferreri) attualmente ferma al Senato.
La legge è stata approvata all’unanimità dall’Ars il 22 ottobre del 2014, ma da allora ha fatto pochissima strada a Roma. E’ ora che la legge metta il turbo. Non possiamo permettere che ci siano altri casi Guarascio, cui stiamo pensando di intestare la legge. Il Bomba non faccia orecchie da mercante, eventuali prossime vittime le avrebbero sulla coscienza lui e la sua maggioranza.
Particolari della donazione e lo stato della legge a Roma saranno comunicati nel corso di un incontro venerdì prossimo alle 11 davanti alla casa della famiglia Guarascio in via Brescia 214 a Vittoria, alla presenza dei deputati regionali M5S e dei portavoce nazionali del Movimento, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.” M5S Sicilia
“HA FREGATO I SOLDI ALL’UNICEF”: RENZI, INDAGATO IL MARITO DELLA SORELLA. NON E’ UNA FAMIGLIA: E’ LA BANDA BASSOTTI!
LINK SPONSORIZZATO
Firenze, indagato il cognato di Renzi. Pm: “Riciclò denaro proveniente dall’Unicef”. Legale: “Nessun raggiro a enti umanitari”
Andrea Conticini, marito della sorella del presidente del consiglio, è accusato di aver acquisito quote societarie con denaro proveniente da note organizzazioni umanitarie. Denaro fornito dai suoi due fratelli, Alessandro e Luca, accusati di appropriazione indebita. La notizia rivelata dalla Nazione. Andrea è stato agente di Dot Media, società di comunicazione di fiducia di Renzi, di cui è socio il fratello Alessandro. L’avvocato: “Tutti pagamenti regolari”.
Il cognato di Matteo Renzi, Andrea Conticini, è indagato dallaProcura di Firenze per riciclaggio e la sua abitazione di Rignano sull’Arno è stata perquisita. Secondo l’accusa avrebbe reimpiegato denaro, movimentato dai suoi due fratelli Alessandro e Luca – a loro volta sotto inchiesta per appropriazione indebita – e proveniente da organizzazioni umanitarie come Unicef e Operation Usa. L’indagine è stata rivelata oggi dalla Nazione di Firenze. Andrea Conticini, manager di origine bolognese, è sposato con Matilde Renzi, sorella del presidente del consiglio. Non solo. Andrea Conticini è stato agente della Dot Media, società di comunicazione di fiducia di Matteo Renzi (ha curato anche il sito “pro trivelle” in occasione del recente referendum). Socio di Dot media è l’altro indagato, Alessandro Conticini.
Secondo quanto riporta il sito del quotidiano, i pm Luca Turco eGiuseppina Mione indagano su una triangolazione di denaro transitato da importanti organizzazioni come Unicef, di cui Alessandro Conticini ha diretto la sede di Addis Abeba, od Operation Usa e sarebbe finito alla “Play Therapy Africa Limited”, diretta sempre da Alessandro Conticini. Da qui, è la tesi degli inquirenti, i soldi sarebbero poi stati girati sui conti personali dello stesso Alessandro, “in assenza di idonea causale”. Le operazioni sarebbero continuate fino al 2015 e ai due fratelli Luca (gemello di Andrea) e Alessandro (il maggiore) è contestata l’appropriazione indebita. Ma quale sarebbe stato il ruolo del cognato di Matteo Renzi? Per i pm i fondi sarebbero stati poi affidati ad Andrea Conticini, che li avrebbe impiegati, nel 2011, per acquistare quote di una società. Da qui l’accusa di riciclaggio.
Sulle cifre in ballo vige ancora il riserbo, scrive La Nazione, ma si tratterebbe di centinaia di migliaia di euro, tanto da aver allertato la Banca d’Italia, che ha segnalato l’operazione alla Procura di Firenze. Da qui le perquisizioni nelle abitazioni della sorella del premier e a Castenaso (Bologna) dove vivono gli altri due Conticini.
“Contestiamo le accuse, non vi è stata alcuna appropriazione indebita e la stessa prospettazione della procura non si regge dal punto di vista logico e giuridico perché ci saremmo appropriati di somme di una società di cui siamo soci esclusivi”, afferma l’avvocato dei fratelli Conticini, Federico Bagattini. Secondo il legale, il provvedimento di sequestro della Procura non contempla ipotesi di raggiro nei confronti di Unicef e Operation Usa o di altre organizzazione umanitarie. “I soldi ricevuti da queste organizzazioni – afferma Bagattini – sono pagamenti regolari alla Play Therapy Africa limited, avvenuti dopo la verifica dell’effettiva esecuzione dei mandati ricevuti. Quello che si contesta è che poi queste somme, appartenenti alla Play Therapy Africa limited, sarebbero state utilizzate a fini individuali, per interessi privati e non della società”.
Bagattini conferma che è già stato fatto ricorso al tribunale del riesame per ottenere la restituzione di quanto sequestrato nel corso delle perquisizioni effettuate nei confronti di Andrea Conticini e dei fratelli Luca e Alessandro.
FONTE
IL FATTO
IMMIGRATI IN CAMBIO DI PETROLIO. ECCO LA SCONVOLGENTE SCOPERTA. DIFFONDETE
LINK SPONSORIZZATO
FINALMENTE QUALCUNO E’ RIUSCITO A CAPIRE PERCHE’ LA VALANGA DI CLANDESTINI CHE OGNI GIORNO RIEMPIE IL MEDITERRANEO VENGA SBARCATA IN ITIALIA E NON A MALTA, NAZIONE MOLTO PIU’ VICINA ALLE COSTE AFRICANE RISPETTO ALLA NOSTRA PENISOLA.
IN BALLO CI SONO SOLDI, TANTISSIMI SOLDI. ORO NERO, PER LA PRECISIONE. ED UN PATTO TENUTO SEGRETO STIPULATO DAL QUEL MALEDETTO CODARDO DI MATTEO RENZI. COLUI CHE I FESSI ELETTORI DEL PD HANNO DA POCO RIELETTO SEGRETARIO DEL LORO MALEDETTO PARTITO DI LADRI, CORROTTI E FARABUTTI.
ECCO LO SCOOP DE “LA VERITA”, IL QUOTIDIANO DIRETTO DA MAURIZIO BELPIETRO
Paolo Becchi e Cesare Sacchetti per Libero Quotidiano
Mentre continuano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane e infuriano le polemiche sulle responsabilità delle Ong riguardo alla loro presunta collaborazione con gli scafisti, più di qualche osservatore si è chiesto perché alle navi delle Ong non passa nemmeno per la mente di portare i migranti a Malta. La piccola isola nel mezzo del Mediterraneo oggi non è più sfiorata dal problema, eppure si trova più vicino alle coste libiche rispetto alla Sicilia, e secondo le regole del diritto internazionale i migranti andrebbero accompagnati al porto di destinazione più vicino e sicuro per la loro incolumità.
Malta ha tutte le caratteristiche richieste dal caso, ma le navi Ong non considerano minimamente di accostarsi ai porti maltesi. La questione riapre un dibattito iniziato lo scorso anno, quando il leader dell’ opposizione e del partito nazionalista maltese, Simon Musuttil, in una dichiarazione ripresa da The Independent, accusò apertamente di tradimento il governo maltese per aver sottoscritto un tacito accordo con Roma. A quale accordo fa riferimento il politico maltese?
Per Musuttil Roma e La Valletta avrebbero raggiunto un’ intesa che prevede l’ interruzione dell’ arrivo dei migranti sulle coste maltesi in cambio della concessione dei diritti di sfruttamento petroliferi nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, a metà strada tra questa e Malta. Su questo punto c’ è stato un aspro contenzioso tra i due paesi che ha raggiunto l’ apice nel 2012. In quel periodo infatti il governo di Roma estese il tratto di mare dove venivano eseguite delle trivellazioni petrolifere fino a giungere, secondo La Valletta, nelle acque territoriali maltesi.
Secondo uno studio indipendente realizzato dalla società Erc Equipoise, il tratto di mare in questione potrebbe fruttare una quantità di petrolio pari a circa 260 milioni di barili. Da qui nacque lo scontro tra Roma e La Valletta. Ma secondo Musuttil il governo maltese avrebbe ceduto alle richieste dell’ Italia sui diritti di sfruttamento petroliferi in cambio dell’ accoglienza dei migranti a esclusivo carico delle autorità italiane.
Il tacito accordo sarebbe stato raggiunto dall’ ex premier Renzi lo scorso anno e dal suo omologo maltese, il primo ministro Joseph Muscat, che ora a causa dello scandalo finanziario dei Panama papers è stato costretto a dare le dimissioni. A confermare questo scambio in un primo momento era stata persino una autorevole voce del governo maltese, il ministro degli Interni Carmelo Abela, che aveva parlato di un accordo in questo senso sulla cessione dei diritti petroliferi contesi da Malta in cambio dell’ impegno italiano a ricevere gli immigrati irregolari.
In un secondo momento lo stesso ministro aveva fatto retromarcia e aveva parlato di «stretta collaborazione» tra Italia e Malta smorzando la gravità delle dichiarazioni precedenti. Questo però non è servito a mettere a tacere le polemiche sull’ assenza di Malta nella crisi dei migranti. Dal 2015 delle circa 142.000 persone partite dalle coste nordafricane solamente 100 sono giunte a Malta. Due anni prima, nel 2013, Malta riceveva 2.008 migranti mentre l’ Italia si faceva carico di circa 150.000 arrivi. La sproporzione negli sbarchi tra i due Paesi era evidente anche all’ epoca, ma è ancora più evidente dopo il 2015 il crollo verticale dei migranti giunti a Malta. Il 99% in meno rispetto a due anni prima.
Una chiara disparità denunciata anche al Parlamento europeo dalla deputata di Forza Italia, Elisabetta Gardini, che aveva chiesto spiegazioni alle istituzioni Ue sui motivi del mancato impegno dei maltesi. Dopo un iniziale silenzio, l’ Europa rispose al quesito della Gardini, ma la risposta fu che Bruxelles semplicemente non ne sapeva nulla.
Il Commissario alla Migrazione e agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, rispose infatti di «non essere a conoscenza di nessun accordo bilaterale tra le autorità maltesi e italiane riguardo alle operazione di recupero nel Mediterraneo». Quindi Bruxelles non smentisce l’ esistenza di un tale accordo, e aggiunge che per una strana coincidenza l’ area interessata dalle esplorazioni petrolifere si sovrappone a quella dove i migranti vengono recuperati.
Roma quindi continua a ricevere migliaia di migranti, mentre La Valletta resta al riparo dal fenomeno. Se questo patto esistesse davvero il primo responsabile degli sbarchi, oltre alle Ong, sarebbe il governo italiano che ha scambiato petrolio con immigrati.
FACCIAMO FARE IL BOTTO A CELENTANO! ECCO CHE DICE DI DI MAIO: CONDIVIDETE
ADRIANO CELENTANO ELOGIA LUIGI DI MAIO: “UN RAGAZZO IN GAMBA”
LINK SPONSORIZZATO
Il cantautore commenta la petizione del Fatto Quotidiano contro i presunti nemici della Costituzione, tra la legge “truffa” sulle grandi navi a Venezia e regolamenti televisivi mancati.
La democrazia e l’alternativa renziana – Tanto per cominciare, diciamo subito che, se è in atto un cambiamento, il merito va a un uomo solo: Grillo. Senza di lui rischiavamo altri 50 anni di macerie come quelle create dall’ipnotica cultura della Democrazia Cristiana, dei socialisti, fascisti e comunisti, senza contare poi l’indotto distruttivo che da questi ne deriverebbe a causa della loro tragica malformazione mentale e che purtroppo, dico purtroppo, investirebbe il povero italiano che, assorbendone tutti i difetti, precipiterebbe a loro “immagine e somiglianza”.
Un’impresa, quella di Grillo, che tuttavia non manca di qualche errore. Si dice che sbagliando si impara e qualcuno del suo movimento sta quasi esagerando nell’imparare. Il primo fra tutti, Luigi Di Maio. Un ragazzo in gamba dallo sguardo fermo e rassicurante, e altri che sono stati espulsi perché avevano una loro opinione. Ma a Grillo non bastava.
Sentiva che gli mancava qualcosa e così ha pensato bene di generare lui stesso il suo antagonista. E gli è venuto mica male, devo dire, tutt’altro che “ebetino”. In quattro e quattr’otto ha fatto un clamoroso sgambetto a Letta ed è subito diventato Presidente del Consiglio. È innegabile che Renzi ci sappia fare. È giovane, veloce, coraggioso e anche simpatico. Ma Grillo ancora non è contento. Forse se lo immaginava diverso e qualcuno già dice che si sia pentito di averlo concepito in quel modo. Dal suo blog infatti lo accusa di golpe alla democrazia. Un’accusa che gli fanno in parecchi e, anche se meno esplicita, persino alcuni del suo partito.
Pare che il motivo stia nella velocità con la quale il Presidente del Consiglio vuole riformare il Senato in modo diverso a com’era prima del suo arrivo: oltre a volerlo snellire nelnumero dei senatori(da 350 a 100) e nei costi, la cosa che più infastidisce i dissidenti (e fra questi ci sono fior di professori come Rodotà, lo storico dell’arte Salvatore Settis, Zagrebelsky e molti altri) sta nel fatto che i rimanenti 100 senatori prenderanno un compenso ridotto, ma non saranno eletti dal popolo. Le loro poltrone saranno strettamente raccomandate dalle Regioni e daiComuni.
Due enti, che dalla fine della guerra in poi, si sono dimostrati tra i principali responsabili del disastro italiano. Per cui verrebbe a mancare la leggendaria sovranità del popolo. Dopo di che non è difficile immaginare la domanda che gli italiani, compreso il sottoscritto, potrebbero farsi: “Cosa ha prodotto la sovranità popolare negli ultimi 50 anni”? Se diamo un’occhiata in giro, solo disastri (e la sciagurata trascuratezza degli scavi di Pompei ne è la testimone oculare): con un debito pubblico stratosferico che non si può più neanche chiamare debito, poiché la sua fisionomia più corrispondente è ormai quella del becchino.
Pertanto viene logico pensare che quel tipo di democrazia così tanto ambita dai detrattori di Renzi esistesse solo nel suono delle parole. “Forse, più che una democrazia – avrà pensato Renzi – ciò che davvero serve è una “dittatura democratica”, dove l’approvazione di una legge non dovrà più sottostare all’eterno ping pong senza uscita fra le due Camere. Certo, stando così le cose, è difficile dargli torto. Ma allora dov’è lo sbaglio? In quelli che vogliono una finta democrazia dove c’è posto anche per la corruzione che avvelena il Sud con le scorie nucleari? O in quelli che vogliono una dittatura democratica dove, per paura che la sovranità popolare possa esprimersi, si tenti con ogni mezzo di allontanare l’agibilità dei referendum portandoli a 800mila firme anziché a 500mila come è stato fino ad ora? Di sicuro non è facile. Specie quando si tratta di scegliere fra due sistemi orrendi.
Quel Canale dei mostri che deturpa la Laguna – C’è un solo modo per capire quale dei due sentieri è il meno sanguinoso. Osservare, credo, con più attenzione quelli che per ora non sono che i primi passi di questo governo, al fine di intercettare qualche segnale che ci dia almeno un’idea di quale sarebbe la sua vera direzione. E uno di questi segnali si è manifestato già nei primi giorni di Ferragosto. Con un blitz a sorpresa è stata approvata la legge “truffa” sulle grandi navi a Venezia. La quale ci annuncia che il nuovo attacco alla città sarà di scavare il Contorta, un canale apposito per il passaggio dei mostri.
Questo per liberare “ipocritamente” la Laguna dallo spaventoso traffico che tuttavia permarrà fino a oltre il 2016, periodo in cui agli sciacalli del mare è stato imposto un divieto che ha più della farsa tanto è spudorato: non superare le 96mila tonnellate di peso. Forse Renzi non sa che con questa legge ha inferto un colpo mortale al cuore dell’Arte in seno alla città di Venezia: culla delle arti figurative, dell’architettura e della musica. Ritenuta da tutte le nazioni una delle città più belle del mondo, patrimonio tutelato dall’Unesco, che ora minaccia di escludere la città dalla lista dei patrimoni dell’umanità. Mi domando come sarebbe apparso Renzi agli occhi del mondo se, oltre a essere giovane, svelto e simpatico, avesse fatto anche un decreto legge hard rock, che avesse vietato per sempre (senza ulteriori sprechi e scavi pericolosi) il micidiale passaggio delle grandi navi a Venezia.
Sono certo che avrebbe ricevuto il plauso di tutti i giovani del mondo e non solo, difficile da credere, ma persino dal suo “acerrimo” nemico Grillo. E invece caro Matteo, credo proprio che tu abbia perso il treno della tua vita. Quel treno che, non avendo il coraggio di non far salire uomini distruttivi come il ministro Lupi e il velenoso padrone del porto Paolo Costa, rischia di andare a sbattere, sebbene tu non perda occasione per dire che a te interessa solo il bene degli italiani. Sarà anche vero e io voglio crederlo, ma forse ancora non hai capito qual è il bene degli italiani, come credo non l’abbiano capito non solo nessuno dei tuoi avversari politici, ma neanche gli italiani. Ed è questa la vera disgrazia.
Cambiamo verso alla pubblicità – E, se devo essere sincero, con tutti questi giochi di potere, di cui in prima linea è sempre il popolo a fare le spese, proprio non saprei dire quale potrebbe essere lo schema ideale per il tuo governo. Viviamo in un mondo in cui, come giustamente dice il Papa, è in atto (sia pure a piccoli sprazzi) la terza guerra mondiale. Dove, oltre alle bombe, non mancano i cretini che, per paura di essere dimenticati, sganciano frasi non meno pericolose.
Dove nemici come la Rai, e altrettanto dicasi diMediaset, bombardano di spot pubblicitari la mente dell’uomo con una frequenza devastante, dove l’inserto non è più quello dello spot pubblicitario che interrompe il film, ma al contrario è il film che interrompe la pubblicità con tanti piccoli frammenti di “Ben Hur” distribuiti nella intera serata pubblicitaria. E qui capisci che la guerra è molto più sottile e penetrante. Perché lacera i sentimenti. Quei sentimenti che, se appiattiti, riducono l’uomo ad annaspare nel buio del nulla in cerca magari di qualche guerra da combattere. Non importa quale e chi sia il nemico, purché si combatta, tanto per ammazzare il tempo, oltre che se stessi. Questo è ciò che mi pare di capire. Una prospettiva alquanto triste che il “Re degli ignoranti” altro non sa immaginare e che solo un presidente del Consiglio potrebbe cambiare.
Ma tu non te la senti, o te la senti (tanto per cominciare, per poi subito dopo affondare il dito nella piaga delle tasse ingiuste) di fare un decreto legge che impone alla Rai, aMediaset e a tutte le stazioni televisive che l’intervallo tra un inserto pubblicitario e l’altro non debba essere inferiore ai 20 minuti? E che l’inserto pubblicitario non possa durare più di 2 minuti? No, non te la senti, perché avresti contro il mondo della pubblicità, le televisioni e i politici di tutti i partiti comincerebbero a parlarti di disoccupazione, di gente che vive sulla pubblicità, come l’Ilva diTaranto e le grandi navi, che come ha dichiarato il governatore Zaia (dall’alto della sua cattiva ignoranza) danno lavoro a tanta gente, anche se poi è a causa loro che si muore di cancro. Ma tu non te la senti vero? Perché è questo il tipo di governo che “il vento di questo tempo” impone. Le legislature, compresa la tua, dureranno sempre meno se chi ne è coinvolto non ascolterà la voce impetuosa di questo vento. Oggi, più di ieri, la gente ascolta e giudica.
E anche se, come dicono tanti, l’aggettivo di “sovrano” applicato al popolo è una tragica burla, piuttosto che niente è meglio vederlo scritto a caratteri cubitali nella Costituzione, in modo che i 100 senatori rimasti prenderanno qualcosa meno, ma avranno l’onore di essere eletti direttamente dal popolo e conservare così una chiave di controllo nel caso la Camera impazzisca (cosa non difficile) e approvasse una legge ingiusta, antidemocratica e contro la libertà di pensiero.
Il sottile nemico che alberga in noi – Ho letto Eugenio Scalfari che, in un suo bellissimo editoriale su Repubblica, diceva: “Credo che la sola e vera forma che realizza la sovranità sociale sial’oligarchia”. Che significa (lo spiego per il mio popolo): tipo di governo in cui i poteri sono concentrati nelle mani di pochi cittadini. “A patto però – diceva Scalfari – che siano democraticamente eletti dal popolo.” Quindi un’oligarchia aperta al facile e disinvolto rinnovamento sia per i molti che vi entrano che per quelli che escono. Un’idea che a mio parere si può anche condividere, ma non prima d’aver trovato il rimedio per risolvere la crisi.
Che non si risolverà mai se non si ha il coraggio di fare una vera e propria “rivoluzione economica.” E qui sono d’accordo con Grillo, quando dice che se l’Europa non condivide il pagamento del nostro “debito” è meglio uscire dall’euro. Del resto, il titolo di “comunità Europea” è valido solo se gli Stati membri si aiutano l’uno con l’altro. Solidarietà indispensabile, per non dire vitale, tanto più nel caso di un ritorno alla lira, che però non avrebbe nessun effetto se nei rapporti col prossimo l’uomo non recupera, prima di ogni altra cosa, quellaspiritualità che l’arido mondo del business ha perso. E per farlo è necessario che la società popolare sia investita da un senso nazionale di crisi, non per addentrarsi nei meandri di un incubo, ma al contrario per accomunarci tutti insieme lungo il sentiero della trasparenza e dell’onestà.
E questa è una pulizia che deve partire dalpopolo. Perché, se lo sporco è già tra le file del popolo, come non di rado accade quando magari il falegname o l’idraulico si approfitta dell’ingenuità del semplice per fargli pagare la riparazione di un tavolo o un rubinetto che perde tre volte quello che dovrebbe costare, è inevitabile poi che anche i pochi che ci governano, se prima erano puliti, piano piano ma non tanto piano addirittura ci sguazzino nello sporco, perché troverebbero nel popolo un terreno fertile.
E come giustamente ha esortato il Papa in una delle sue ultime omelie: le vie che l’uomo può percorrere non sono tre, ma due.
Quella Spirituale, seminata nell’arte della natura e delle cose, e quella mondana, la cui dimensione rischia di ingigantire il sottile nemico che alberga in ognuno di noi, l’ego. Che tanti identificano come “lo sfidante”, “il falso io” che esiste solo a livello psichico ma non fisico. Da qualche parte, non so dove, devo aver letto qualcosa che diceva più o meno così: “Quando l’ego occupa lo spazio che il Creatore ha destinato alla natura, attraverso la quale vive quel principio divino da cui nasce l’unica vera essenza dell’uomo, non fa altro che sfruttare a suo vantaggio le risorse di quell’essere umano di cui l’ego si è impossessato, a tal punto che il ‘posseduto’ non ha più coscienza di sé e di cosa ci sta a fare in questo mondo. E la sua vita si trasforma in un vero inferno”.
LINK SPONSORIZZATO
Il cantautore commenta la petizione del Fatto Quotidiano contro i presunti nemici della Costituzione, tra la legge “truffa” sulle grandi navi a Venezia e regolamenti televisivi mancati.
La democrazia e l’alternativa renziana – Tanto per cominciare, diciamo subito che, se è in atto un cambiamento, il merito va a un uomo solo: Grillo. Senza di lui rischiavamo altri 50 anni di macerie come quelle create dall’ipnotica cultura della Democrazia Cristiana, dei socialisti, fascisti e comunisti, senza contare poi l’indotto distruttivo che da questi ne deriverebbe a causa della loro tragica malformazione mentale e che purtroppo, dico purtroppo, investirebbe il povero italiano che, assorbendone tutti i difetti, precipiterebbe a loro “immagine e somiglianza”.
Un’impresa, quella di Grillo, che tuttavia non manca di qualche errore. Si dice che sbagliando si impara e qualcuno del suo movimento sta quasi esagerando nell’imparare. Il primo fra tutti, Luigi Di Maio. Un ragazzo in gamba dallo sguardo fermo e rassicurante, e altri che sono stati espulsi perché avevano una loro opinione. Ma a Grillo non bastava.
Sentiva che gli mancava qualcosa e così ha pensato bene di generare lui stesso il suo antagonista. E gli è venuto mica male, devo dire, tutt’altro che “ebetino”. In quattro e quattr’otto ha fatto un clamoroso sgambetto a Letta ed è subito diventato Presidente del Consiglio. È innegabile che Renzi ci sappia fare. È giovane, veloce, coraggioso e anche simpatico. Ma Grillo ancora non è contento. Forse se lo immaginava diverso e qualcuno già dice che si sia pentito di averlo concepito in quel modo. Dal suo blog infatti lo accusa di golpe alla democrazia. Un’accusa che gli fanno in parecchi e, anche se meno esplicita, persino alcuni del suo partito.
Pare che il motivo stia nella velocità con la quale il Presidente del Consiglio vuole riformare il Senato in modo diverso a com’era prima del suo arrivo: oltre a volerlo snellire nelnumero dei senatori(da 350 a 100) e nei costi, la cosa che più infastidisce i dissidenti (e fra questi ci sono fior di professori come Rodotà, lo storico dell’arte Salvatore Settis, Zagrebelsky e molti altri) sta nel fatto che i rimanenti 100 senatori prenderanno un compenso ridotto, ma non saranno eletti dal popolo. Le loro poltrone saranno strettamente raccomandate dalle Regioni e daiComuni.
Due enti, che dalla fine della guerra in poi, si sono dimostrati tra i principali responsabili del disastro italiano. Per cui verrebbe a mancare la leggendaria sovranità del popolo. Dopo di che non è difficile immaginare la domanda che gli italiani, compreso il sottoscritto, potrebbero farsi: “Cosa ha prodotto la sovranità popolare negli ultimi 50 anni”? Se diamo un’occhiata in giro, solo disastri (e la sciagurata trascuratezza degli scavi di Pompei ne è la testimone oculare): con un debito pubblico stratosferico che non si può più neanche chiamare debito, poiché la sua fisionomia più corrispondente è ormai quella del becchino.
Pertanto viene logico pensare che quel tipo di democrazia così tanto ambita dai detrattori di Renzi esistesse solo nel suono delle parole. “Forse, più che una democrazia – avrà pensato Renzi – ciò che davvero serve è una “dittatura democratica”, dove l’approvazione di una legge non dovrà più sottostare all’eterno ping pong senza uscita fra le due Camere. Certo, stando così le cose, è difficile dargli torto. Ma allora dov’è lo sbaglio? In quelli che vogliono una finta democrazia dove c’è posto anche per la corruzione che avvelena il Sud con le scorie nucleari? O in quelli che vogliono una dittatura democratica dove, per paura che la sovranità popolare possa esprimersi, si tenti con ogni mezzo di allontanare l’agibilità dei referendum portandoli a 800mila firme anziché a 500mila come è stato fino ad ora? Di sicuro non è facile. Specie quando si tratta di scegliere fra due sistemi orrendi.
Quel Canale dei mostri che deturpa la Laguna – C’è un solo modo per capire quale dei due sentieri è il meno sanguinoso. Osservare, credo, con più attenzione quelli che per ora non sono che i primi passi di questo governo, al fine di intercettare qualche segnale che ci dia almeno un’idea di quale sarebbe la sua vera direzione. E uno di questi segnali si è manifestato già nei primi giorni di Ferragosto. Con un blitz a sorpresa è stata approvata la legge “truffa” sulle grandi navi a Venezia. La quale ci annuncia che il nuovo attacco alla città sarà di scavare il Contorta, un canale apposito per il passaggio dei mostri.
Questo per liberare “ipocritamente” la Laguna dallo spaventoso traffico che tuttavia permarrà fino a oltre il 2016, periodo in cui agli sciacalli del mare è stato imposto un divieto che ha più della farsa tanto è spudorato: non superare le 96mila tonnellate di peso. Forse Renzi non sa che con questa legge ha inferto un colpo mortale al cuore dell’Arte in seno alla città di Venezia: culla delle arti figurative, dell’architettura e della musica. Ritenuta da tutte le nazioni una delle città più belle del mondo, patrimonio tutelato dall’Unesco, che ora minaccia di escludere la città dalla lista dei patrimoni dell’umanità. Mi domando come sarebbe apparso Renzi agli occhi del mondo se, oltre a essere giovane, svelto e simpatico, avesse fatto anche un decreto legge hard rock, che avesse vietato per sempre (senza ulteriori sprechi e scavi pericolosi) il micidiale passaggio delle grandi navi a Venezia.
Sono certo che avrebbe ricevuto il plauso di tutti i giovani del mondo e non solo, difficile da credere, ma persino dal suo “acerrimo” nemico Grillo. E invece caro Matteo, credo proprio che tu abbia perso il treno della tua vita. Quel treno che, non avendo il coraggio di non far salire uomini distruttivi come il ministro Lupi e il velenoso padrone del porto Paolo Costa, rischia di andare a sbattere, sebbene tu non perda occasione per dire che a te interessa solo il bene degli italiani. Sarà anche vero e io voglio crederlo, ma forse ancora non hai capito qual è il bene degli italiani, come credo non l’abbiano capito non solo nessuno dei tuoi avversari politici, ma neanche gli italiani. Ed è questa la vera disgrazia.
Cambiamo verso alla pubblicità – E, se devo essere sincero, con tutti questi giochi di potere, di cui in prima linea è sempre il popolo a fare le spese, proprio non saprei dire quale potrebbe essere lo schema ideale per il tuo governo. Viviamo in un mondo in cui, come giustamente dice il Papa, è in atto (sia pure a piccoli sprazzi) la terza guerra mondiale. Dove, oltre alle bombe, non mancano i cretini che, per paura di essere dimenticati, sganciano frasi non meno pericolose.
Dove nemici come la Rai, e altrettanto dicasi diMediaset, bombardano di spot pubblicitari la mente dell’uomo con una frequenza devastante, dove l’inserto non è più quello dello spot pubblicitario che interrompe il film, ma al contrario è il film che interrompe la pubblicità con tanti piccoli frammenti di “Ben Hur” distribuiti nella intera serata pubblicitaria. E qui capisci che la guerra è molto più sottile e penetrante. Perché lacera i sentimenti. Quei sentimenti che, se appiattiti, riducono l’uomo ad annaspare nel buio del nulla in cerca magari di qualche guerra da combattere. Non importa quale e chi sia il nemico, purché si combatta, tanto per ammazzare il tempo, oltre che se stessi. Questo è ciò che mi pare di capire. Una prospettiva alquanto triste che il “Re degli ignoranti” altro non sa immaginare e che solo un presidente del Consiglio potrebbe cambiare.
Ma tu non te la senti, o te la senti (tanto per cominciare, per poi subito dopo affondare il dito nella piaga delle tasse ingiuste) di fare un decreto legge che impone alla Rai, aMediaset e a tutte le stazioni televisive che l’intervallo tra un inserto pubblicitario e l’altro non debba essere inferiore ai 20 minuti? E che l’inserto pubblicitario non possa durare più di 2 minuti? No, non te la senti, perché avresti contro il mondo della pubblicità, le televisioni e i politici di tutti i partiti comincerebbero a parlarti di disoccupazione, di gente che vive sulla pubblicità, come l’Ilva diTaranto e le grandi navi, che come ha dichiarato il governatore Zaia (dall’alto della sua cattiva ignoranza) danno lavoro a tanta gente, anche se poi è a causa loro che si muore di cancro. Ma tu non te la senti vero? Perché è questo il tipo di governo che “il vento di questo tempo” impone. Le legislature, compresa la tua, dureranno sempre meno se chi ne è coinvolto non ascolterà la voce impetuosa di questo vento. Oggi, più di ieri, la gente ascolta e giudica.
E anche se, come dicono tanti, l’aggettivo di “sovrano” applicato al popolo è una tragica burla, piuttosto che niente è meglio vederlo scritto a caratteri cubitali nella Costituzione, in modo che i 100 senatori rimasti prenderanno qualcosa meno, ma avranno l’onore di essere eletti direttamente dal popolo e conservare così una chiave di controllo nel caso la Camera impazzisca (cosa non difficile) e approvasse una legge ingiusta, antidemocratica e contro la libertà di pensiero.
Il sottile nemico che alberga in noi – Ho letto Eugenio Scalfari che, in un suo bellissimo editoriale su Repubblica, diceva: “Credo che la sola e vera forma che realizza la sovranità sociale sial’oligarchia”. Che significa (lo spiego per il mio popolo): tipo di governo in cui i poteri sono concentrati nelle mani di pochi cittadini. “A patto però – diceva Scalfari – che siano democraticamente eletti dal popolo.” Quindi un’oligarchia aperta al facile e disinvolto rinnovamento sia per i molti che vi entrano che per quelli che escono. Un’idea che a mio parere si può anche condividere, ma non prima d’aver trovato il rimedio per risolvere la crisi.
Che non si risolverà mai se non si ha il coraggio di fare una vera e propria “rivoluzione economica.” E qui sono d’accordo con Grillo, quando dice che se l’Europa non condivide il pagamento del nostro “debito” è meglio uscire dall’euro. Del resto, il titolo di “comunità Europea” è valido solo se gli Stati membri si aiutano l’uno con l’altro. Solidarietà indispensabile, per non dire vitale, tanto più nel caso di un ritorno alla lira, che però non avrebbe nessun effetto se nei rapporti col prossimo l’uomo non recupera, prima di ogni altra cosa, quellaspiritualità che l’arido mondo del business ha perso. E per farlo è necessario che la società popolare sia investita da un senso nazionale di crisi, non per addentrarsi nei meandri di un incubo, ma al contrario per accomunarci tutti insieme lungo il sentiero della trasparenza e dell’onestà.
E questa è una pulizia che deve partire dalpopolo. Perché, se lo sporco è già tra le file del popolo, come non di rado accade quando magari il falegname o l’idraulico si approfitta dell’ingenuità del semplice per fargli pagare la riparazione di un tavolo o un rubinetto che perde tre volte quello che dovrebbe costare, è inevitabile poi che anche i pochi che ci governano, se prima erano puliti, piano piano ma non tanto piano addirittura ci sguazzino nello sporco, perché troverebbero nel popolo un terreno fertile.
E come giustamente ha esortato il Papa in una delle sue ultime omelie: le vie che l’uomo può percorrere non sono tre, ma due.
Quella Spirituale, seminata nell’arte della natura e delle cose, e quella mondana, la cui dimensione rischia di ingigantire il sottile nemico che alberga in ognuno di noi, l’ego. Che tanti identificano come “lo sfidante”, “il falso io” che esiste solo a livello psichico ma non fisico. Da qualche parte, non so dove, devo aver letto qualcosa che diceva più o meno così: “Quando l’ego occupa lo spazio che il Creatore ha destinato alla natura, attraverso la quale vive quel principio divino da cui nasce l’unica vera essenza dell’uomo, non fa altro che sfruttare a suo vantaggio le risorse di quell’essere umano di cui l’ego si è impossessato, a tal punto che il ‘posseduto’ non ha più coscienza di sé e di cosa ci sta a fare in questo mondo. E la sua vita si trasforma in un vero inferno”.
FOTTUTO MARCHIONNE! NEGLI USA IL SINDACATO E’ SERIO: ECCO QUANTO GUADAGNANO GLI OPERAI GRAZIE AD UN NUOVO ACCORDO, STRAPPATO A POCHI MINUTI DALL’INIZIO DI UNO SCIOPERO VERO E TOTALE
LINK SPONSORIZZATO
IL SINDACATO AMERICANO CE L’HA DURO – LA POTENTE UAW STRAPPA A MARPIONNE UN AUMENTO DELLA PAGA ORARIA PER GLI OPERAI GIOVANI DA 25 A 29 DOLLARI L’ORA – L’ACCORDO ARRIVATO 18 MINUTI PRIMA CHE SCATTASSE LO SCIOPERO – LA FIOM ROSICA: “FATECI VOTARE GLI ACCORDI COME IN AMERICA”
Adesso, entro la fine della prossima settimana, i 40 mila dipendenti Usa di Fca dovranno di nuovo esprimersi sulla bozza di accordo con l’azienda. Se dovessero bocciarla ancora una volta si aprirebbe una crisi senza precedenti al vertice del sindacato. A Detroit non si sciopera dal 2007…
Paolo Griseri per “la Repubblica”
L’accordo è arrivato alle 23,41 di ieri notte in America, 18 minuti prima della scadenza dell’ultimatum che avrebbe fatto scattare il primo sciopero a Detroit dal 2007. E’ un secondo tentativo di intesa quello raggiunto dai vertici di Fca e da Dennis Williams, numero uno del sindacato Uaw. La sua prima trattativa con Sergio Marchionne che aveva prodotto il primo tentativo di accordo due settimane fa, si era conclusa con la bocciatura nelle fabbriche: due lavoratori Chrysler su tre avevano detto no a un’intesa giudicata troppo favorevole all’azienda perché non eliminava la differenza tra le paghe dei nuovi assunti e qulle dei lavoratori senior.
Con la minaccia di sciopero in tasca Uaw è tornato a trattare e ieri ha raggiunto una nuova ipotesi di accordo. Che, secondo le indiscrezioni, avrebbe alzato da 25 a 29 dollari l’ora la paga massima che verrebbe corrisposta ai nuovi assunti in modo da portali, nell’arco di otto anni, allo stesso livello di salario dei lavoratori più anziani.
E’ questo aumento che in una nota Dennis Williams ha definito un «significativo miglioramento » rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Questa mattina i 200 dirigenti del sindacato si riuniranno in una sala dell’hotel Marriott al Reinassence Center di Detroit e decideranno se davvero il nuovo testo è migliorativo del precedente.
Ma non è il loro giudizio quello che conta davvero: due settimane fa i dirigenti avevano approvato anche il precedente accordo poi sonoramente bocciato dai loro iscritti. Entro la fine della prossima settimana infatti si terrà un nuovo referendum tra i 40.000 iscritti Uaw negli stabilimenti Chrysler.
Se diranno sì, l’accordo diventerà operativo. Se prevalesse nuovamente il «no» si aprirebbe un serio problema di leadership nel sindacato, ormai rappresentato da un vertice che non gode del sostegno della base. Molto dipenderà dalla campagna elettorale che partirà nelle prossime ore sui social network. In occasione del precedente referendum i tweet contrari all’intesa erano prevalenti.
«Fateci votare gli accordi come accade in America» gridavano ieri sera i militanti della Fiom riuniti di fronte al museo Ferrari di Modena ad attendere John Elkann, Sergio Marchionne e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’occasione era la cena della banca d’affari Bdt, club esclusivo per le famiglie più ricche d’Europa. La contestazione era rivolta ai vertici Fca accusati di discriminare nelle trattative i metalmeccanici della Cgil e a Renzi per le leggi sul lavoro e «l’asse tra governo e imprenditori».
Al termine della cena, la riunione si è trasferita da Modena a Maranello dove questa mattina si svolgeranno i lavori della conferenza. L’incontro si svolge nella sede del Cavallino nelle ore che potrebbero precedere l’annuncio del filing in vista della quotazione alla Borsa di Wall Street con le vendita del primo pacchetto del 10 per cento di Ferrari.
Secondo indiscrezioni l’annuncio del prezzo (compreso tra 9 e 11 miliardi di euro) potrebbe arrivare questa sera a borse chiuse.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Prestiti garantiti, le banche tradiscono il Paese! Il m5s è pronto a dare battaglia
Solite banche. Con le imprese allo stremo a causa dell’emergenza coronavirus, che ha generato una pesantissima crisi economica e ha fatto fi...
-
LINK SPONSORIZZATO E’ MORTA IERI LA SIGNORA LETIZIA LAURENTI, VEDOVA DI ENRICO BERLINGUER. NEL RISPETTO PER IL SUO DECESSO, NON CI ...
-
L'annuncio di Di Maio su Facebook è una rivoluzione: Con il DDL SpazzaCorrotti Confisca di tutto ciò che hai rubato allo Stato. SEMP...







